Riprodurre i carassius auratus è possibile? La risposta è certamente si, ma… Ma dobbiamo creare le condizioni adatte alla deposizione. Dato per scontato che la vasca sia sufficientemente capiente - consigliamo vasche di almeno 100 litri per una coppia di rossi (meglio se di 200 litri o superiori) - ci sono dei parametri e dei tempi da rispettare. In primo luogo l’età dei nostri inquilini deve essere idealmente compresa fra i 3 e gli 8 anni ei pesci sessualmente maturi, cosa che non avviene prima del secondo/terzo anno di vita. Se abbiamo a che fare con pesci troppo anziani (a partire dai sette/otto anni) probabilmente la riproduzione sarà più difficoltosa. Un pesce pronto alla deposizione è facilmente individuabile: la femmina presenta ventre gonfio e arrotondato dalle uova, mentre il maschio ha opercoli branchiali, pinne pettorali e dorsale coperti di minuti puntini bianchi: sono i tubercoli nuziali. In questo importante periodo l’alimentazione deve essere particolarmente seguita e ben curata, comprendendo cibo fresco, vivo, vegetali e prodotti confezionati. In natura i rossi sono pesci onnivori, che non disdegnano affatto larve di insetti, piccoli crostacei e grandi quantità di vegetali. Dove possibile sarà certo con gioia che il nostro pesce accoglierà tutte le leccornie citate, facendo sempre attenzione a non esagerare con le dosi.
La vasca ideale sarà dotata di un buon sistema di filtraggio e ricca di piante. Queste serviranno da substrato per la deposizione e saranno utili rifugi per gli avannotti.Comunque se vogliamo salvare il maggior numero possibile di piccoli dalle bocche fameliche dei genitori la soluzione migliore consiste nel recupero delle uova, o, viceversa, nello spostamento dei riproduttori in altre vasche. Diversamente i superstiti non saranno tanti quanti sarebbe possibile, e in ogni caso una certa selezione naturale è tappa"quasi" indispensabile: diversamente dovremmo prepararci ad ospitare un numero di animali di gran lunga superiore alle nostre possibilità,visto che una femmina può deporre fino a 40.000 uova! I tempi di schiusa variano dai 6/7 giorni con temperatura a 18/20 gradi fino a 3giorni quando l’acqua arriva, nei laghetti, a superare i 26 gradi.
Una nota importante: la primavera, con l’aumento della luce e della temperatura, è il “campanello d’allarme” che da inizio al periodo riproduttivo, perlomeno nelle grandi vasche all'aperto. In acquario è utile diminuire la temperatura in autunno (sempre rimanendo entro i 22/23 gradi) per aumentarla leggermente all’arrivo della bella stagione, aiutati dal caldo che entrerà naturalmente anche nelle nostre case. Una vasca con un gruppetto di rossi ben affiatati ci permetterà di assistere ai corteggiamenti amorosi anche fino ad autunno inoltrato.Ricordate solo che i rossi possono diventare troppo irruenti e arrivare a farsi anche male. Avere un discreto numero di esemplari in uno spazio adeguato e un giusto rapporto tra maschi e femmine è già un discreto successo, ma armiamoci di pazienza e allestiamo provvisoriamente anche una vasca di quarantena, utile sia a isolare gli esemplari più turbolenti che a curare eventuali “feriti” a causa degli “scontri”amorosi.
ESPERIENZA DI RIPRODUZIONE DEI CARASSIUS AURATUS - di KoiSardegna
I pesci utilizzati come riproduttori sono stati acquistati a luglio dello scorso anno e sono stati tenuti nel laghetto fino a metà novembre; sono poi stati trasferiti al chiuso in un contenitore in plastica nero da 200l per lo svernamento.
Queste le caratteristiche della vasca nella quale tenevo i pesci prima della deposizione:
- capacità 200 litri netti;
- filtro Millennium 2000 (portata 600 litri l'ora, modificato eliminando lo scomparto per il carbone attivo);
- termoriscaldatore da 150 watt;
- temperatura dai 13° dell'inverno portata man mano fino a 19°;
Come alimentazione base somministro loro l'Hikari Wheat Germ mini pellets (tipo galleggiante) e l'Hikari Gold, e integro con larve di zanzara,gammarus, ogni tanto qualche lombrico, piselli bolliti, verdure varie eoccasionalmente aglio a pezzettini...
Intorno alla metà di aprile i carassi hanno cominciato a mostrare i primi sintomi di irrequietezza...
Eccoli durante i giochi amorosi:
*nota:il maschio in basso nella foto secondo alcune classificazioni sarebbe la forma allungata (definita come "indesiderata") del fantail (anche se più precisamente i due carassi in alto nella foto sarebbero dei fringetail, caratterizzati da una pinna caudale più lunga rispetto al fantail vero e proprio ma per il resto identici), mentre secondo altri(si veda anche qui)sarebbe un watonai, forma con la caudale più sviluppata rispetto a quella base del wakin. Secondo la classificazione inglese invece viene preferita la forma intermedia tra fantail a coda corta e fringetail.
Verso la fine dello stesso mese la temperatura esterna è aumentata notevolmente e il corteggiamento è diventato più frenetico, tanto che i pesci smettevano di inseguirsi solo per mangiare. Ho preparato un'altra vasca in giardino identica all'altra, ma riempita inizialmente con soli 150 litri (per evitare di sottrarre una quantità d'acqua eccessiva dalla prima vasca), dotata di termoriscaldatore da 100 watt e aereatore, in modo da smuovere l'acqua senza correre il rischio che le larve venissero risucchiate, arredata con parte delle pietre del laghetto e riempita per 3 con l'acqua della vasca degli adulti e per 2 con acqua nuova.
Questa la vasca durante il riempimento:
Ho poi portato l'acqua della nuova vasca alla stessa temperatura di quella della vasca dei carassi e li ho trasferiti la sera per farli stare più tranquilli... Dopo pochi minuti di incertezza si sono prontamente ambientati e la mattina successiva verso le 9:30 hanno ricoperto tutto di uova!
Li ho allora allontanati immediatamente rimettendoli nel vecchio contenitore (stessa temperatura) dove dopo un paio d'ore hanno ripreso a deporre, ma in misura inferiore, e hanno divorato prontamente tutte le uova, dato che per sfruttare al massimo lo spazio, per facilità di manutenzione e visto che si tratta di una semplice vasca di svernamento non sono presenti arredi.
Il ritorno... a casa!
Le uova della vasca in giardino, nel numero a occhio di svariate centinaia, non sono state fecondate tutte ma nel rapporto di circa 3:1;ho allora cercato di eliminarne il maggior numero possibile aspirandole con una siringa priva dell'ago...
Grazie al termoriscaldatore la temperatura non è mai scesa al di sotto dei 19°,con punte a metà giornata fino a 25 - 26°, motivo per cui nelle ore più calde ho provveduto a ombreggiare (con temperature superiori ci potrebbe essere il rischio di malformazioni). Le uova hanno schiuso inmeno di una settimana e le larvette, una volta assorbito il sacco vitellino, hanno cominciato a nuotare attivamente per la vasca.
Ho allora iniziato a somministrare loro mangimi micronizzati e pastiglie di spirulina polverizzate, e l'accrescimento è stato inizialmente davvero rapido. Purtroppo visto il periodo limitato di maturazione della tinozza ho rischiato più volte la strage, in seguito a intossicazione da nitriti e alla corrosione delle pinne che a colpito purtroppo tutti i piccoli, motivo per cui eviterò di ripetere l'esperienza (e sconsiglio di provarci) se non in vasche ben mature. La situazione si è risolta pian piano, mediante cambi frequenti con acqua prelevata da vasche mature, una prima cura col sale da cucina (un cucchiaio ogni trenta litri) e una seconda (decisiva) utilizzando congiuntamente Backtowert e Omnisan. I piccoli si sono ripresi del tutto solo in seguito a quest'ultimo trattamento e allo stabilizzarsidei valori.
Nella foto sopra uno degli avannotti (a venti giorni di vita) subito dopo la guarigione.
Solamente pochi carassietti hanno ereditato i tratti dei genitori, e sono quanto mai diversi tra loro per forma del corpo, numero delle pinne,colorazione e dimensioni, ma l'importante è che stiano bene!
Ecco le foto più recenti dei piccoli, a tre mesi (meno due giorni!) dalla deposizione:
E per finire l'ultima con il "mostro", che ha quasi raggiunto alcuni dei fratellini nati lo scorso anno...
Articolo di Koi Sardegna
11 Febbraio 2006
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