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ANTIBODI: viaggio tra acquario e natura "prima parte"

La natura racchiude in sé qualcosa di affascinante: il ciclo della vita, che da sempre permette a noi ed a miliardi di altri esseri viventi di esistere e procreare, un mondo regolato da leggi a volte molto complesse, dove viene dato spazio anche alla casualità.
Credo che per gran parte delle persone appassionate di acquariofilia, creare un piccolo mondo raccolto in cinque vetri rispecchi la volontà di poter osservare uno scorcio di natura ed i suoi bioritmi nella propria intimità casalinga, un ambiente dove piante e pesci possano convivere in armonia.
Ho realizzato questo articolo cercando di corredarlo di un ampio set di immagini possibile, così da farvi seguire l’evoluzione dello stesso, non solo tramite i concetti scritti ma anche tramite fotografie che ne mostrino tutti i dettagli possibili passo per passo.
La mia concezione di acquario è sempre stata quella di voler creare qualcosa che, col passare del tempo, stabilisca un equilibrio tra la casualità delle forme, dei colori, degli spazi e qualcosa di programmato e studiato nella scelta dei soggetti che vi abitano all’interno.
Dopo mesi di prove effettuate nell’allestimento di diversi acquari ho deciso di tentare di creare una vasca che coniughi il più possibile il "fai da te" e l’utilizzo di elementi prelevati in natura, argomento che spesso ho trattato con gli amici di AcquariForum, scambiando consigli ed esperienze che mi hanno aiutato non poco in questo mio lavoro.

Uno degli elementi che caratterizza maggiormente l’allestimento di un acquario è lo sfondo: ricreare la sponda di un fiume è stato da sempre un mio forte desiderio, l’obiettivo da raggiungere.
La riva fangosa, rocciosa o coperta da vegetazione, non solo risulta essere esteticamente coreografica ma può offrire, in natura come in acquario, protezione ai pesci o invertebrati presenti, nascondigli e zone d’ombra dove possono procreare o diminuire il loro stress che spesso in una vasca, per quanto grande possa essere, può portar loro ad assumere comportamenti aggressivi o in casi più gravi a contrarre patologie.
Molte esperienze con le più disparate essenze lignee, materiali organici ed inorganici vari, e prodotti acquistati in commercio, mi hanno permesso di scegliere quelli più adatti senza dovermi poi pentire, una volta inserito lo sfondo in acquario, del loro utilizzo.
Ho inoltre cercato di mantenere bassi i costi di produzione cercando di creare un prodotto bello, realistico e funzionale senza dover spendere una fortuna, facendo in modo che fantasia, creatività e pazienza abbiano la meglio durante il processo di lavorazione.
Il costo, che si aggira attorno ai 50 €, può essere influenzato ovviamente oltre che dalla grandezza dello sfondo da realizzare, il mio è 100x45 circa, anche dai negozi ai quali ci si rivolge ed alle marche dei prodotti che si acquistano.

A seguire la descrizione passo per passo della costruzione della parete di Antibodi.



I prodotti acquistati presso un Brico Center sono i seguenti:

Guanti elastici in vinile, ma vanno ottimamente bene anche i classici guanti i lattice, in confezioni da 10, anche se è molto più facile trovare confezioni da 100 pz, cmq non vi è problema, il resto lo riutilizzerete in casa per molteplici scopi.

A titolo informativo ne ho usati 2 paia per l’utilizzo col silicone ed una decina di paia per impastare e disporre il poliuretano espanso per tutte le creazioni eseguite. Fate attenzione perché quest’ultimo è piuttosto appiccicoso e potrebbe creare problemi alle mani se non prenderete queste utili precauzioni. Inoltre cercate di acquistare la misura di guanti giusta, sulle mani dovranno rimanere aderenti, perché altrimenti risulterà difficile lavorare il poliuretano, che dopo un breve periodo di utilizzo tenderà ad indurirsi rendendo il guanto un impasto troppo rigido.

Il poliuretano espanso è un prodotto piuttosto comune in edilizia o fai da te, quindi facilissimo da trovare nei Brico o ferramenta, inizialmente ne ho acquistate 2 confezioni da 25 l l’una, poi mi sono resoconto, strada facendo, che non sarebbe bastato, e alla fine ne ho acquistate altre 2 confezioni da 50 l ciascuna, utilizzandole quasi totalmente. Molto probabilmente impastandolo con vari materiali, che in seguito vi elencherò, ha teso a non gonfiarsi esageramente, rendendo necessaria una quantità superiore, ma allo stesso tempo ha reso più solida la parete di sfondo.

La sabbia quarzifera è comunemente utilizzata in edilizia, anch’essa facile da trovare in commercio, ha una colorazione grigiastra ed è molto fine.
Una considerazione molto importante da fare è la scelta di utilizzare sabbie o polveri diverse, sia nella colorazione, sia nel formato equindi derivazione.
Questo avrà un ottimo riscontro perché vi permetterà di ottenere maggiori sfumature di colore e quindi una migliore resa realistica finale.
Per questa motivazione ho utilizzato contemporaneamente la suddetta sabbia quarzifera con una colorazione grigiastra, una sabbia precedentemente acquistata ed accantonata per alcuni mesi, uguale a quella quarzifera ma di colore giallastro, molto bella, e polvere di pietra lavica, con delle colorazioni tendenti al rosso o al bruno.

Il silicone deve essere acetico e non anti muffa, io l’ho acquistato di colore nero, ma essendo utilizzato solo per fissare il polistirolo e la bottiglia in pvc al foglio di Poliver può essere anche bianco o trasparente, non ha molta importanza, verrà infatti completamente ricoperto dal resto del materiale.

Un foglio di Poliver della misura necessaria e di spessore attorno ai 3 millimetri, lo adattaterete alle misure della parete posteriore dell’acquario prima di cominciare la costruzione, e un foglio di polistirolo che taglierete a pezzi, acquistati entrambi presso il solito Brico Center.



Certamente una soluzione utile è stata quella di nascondere il più possibile gli strumenti che utilizzeremo in acquario per la normale gestione dello stesso, quindi il riscaldatore e il tubo di entrata del filtro esterno.
Ho pensato dunque ad una soluzione funzionale e facile da realizzare, infatti ho preso due bottiglie di acqua minerale da un litro e mezzo, le ho tagliate entrambe ed adattate come in foto per creare una sorta di tubo nel quale inserire gli strumenti, volendo si possono utilizzare anche i tubi da edilizia, quelli arancioni o bianchi, chiusi alla base
L’ho fissata col silicone alla parete di Poliver, lasciando la base superiore aperta, mentre nella parte inferiore chiusa, ho praticato col fuoco due fori nei quali ho inserito due pezzi di tubo in pvc per far passare l’acqua. Quindi da una lato ho risolto con estrema facilità il problema di come nascondere gli strumenti, dall’altro ho anche creato in una parte della parete una sorta di dosso dando maggiore spessore e casualità sulla superficie della stessa.




Assieme alla bottiglia porta strumenti, ho fissato ancora con del silicone, pezzi di polistirolo, cercando di creare anfratti e sporgenze, per dare dinamicità ma anche per non dover poi utilizzare troppo altro materiale, infatti il polistirolo oltre che essere economico e facile da lavorare è anche un materiale estremamente leggero.




All’inizio del racconto vi ho anticipato la mia passione per la ricerca di materiali in natura: terra, sabbia, foglie, ramoscelli, radici, rocce e sassi, erba secca, sono tutti materiali che col tempo formano le rive dei fiumi e dei laghi e quindi ho voluto fortemente utilizzarli per creare il mio sfondo, cercando di imitare ciò che normalmente avviene appunto in natura.



La foto scattata nelle vicinanze di casa mia, raffigura una sponda di un fossato con canne e un tronco di albero molto coreografico. In futuro credo che proverò a prelevare parti di questo tronco, secche e friabili e le disporrò in una parete di sfondo assieme a sabbie varie e ciottoli di fiume.


In questa foto, che raffigura una sponda di fiume in Amazzonia, si notano le grandi quantità di materiali organici, come foglie, rami e fango che colorano l’acqua di bruno.



Dunque nelle varie fasi di copertura della parete, al poliuretano espanso ho aggiunto i citati materiali, cercando di impastarli in modo casuale e fissando direttamente alcuni di essi sullo sfondo con piccole dosi di poliuretano.



In foto potete osservare alcuni materiali raccolti: foglie, sassi ed erba secca che non ho lavato, e che ho cercato di inserire spezzettandoli ove possibile, oppure, nella parte finale della parete, interi.



All’inizio vi consiglio di prendere mano con l’utilizzo del solo poliuretano e sabbia, di quest’ultima posatene un mucchio su una superficie liscia, io ho utilizzato un pezzo di polistirolo avanzato, spruzzate il poliuretano, circa un pugno, badando di non far schizzare la sabbia e cominciate ad impastare. Riempite pian piano tutta la parete, mantenendo l’irregolarità della superficie che avete creato utilizzando il polistirolo. Vi consiglio di cominciare da un lato e di utilizzare la sabbia quarzifera, quella grigia acquistata al Brico, perché l’altra la utilizzerete successivamente per creare le sfumature di colore.



Il mio modo di procedere è stato quello di mischiare i vari materiali via via con sabbia e poliuretano, strato sopra strato, non abbiate timore, i vari strati di materiale impastato si compattano, quindi potrete operare a più riprese.
Con un po’ di pazienza, neanche molta direi, tanta fantasia e creatività mi son seduto a terra, e complice una bellissima giornata di sole, arieggiata, ho ultimato la prima parte dello sfondo in quasi un paio di ore.

Attenzione! sempre i guanti alla mano, e cercate di non respirare il prodotto, lavorate all’esterno se potete.



Tutti i materiali impastati, tra i quali anche pezzetti di radice e sassolini raccolti sulla postazione di lavoro.

Devo ammettere che quando il tutto comincia a prendere forma, non solo si ha molta voglia di continuare e soprattutto di finire per disporla in acquario, ma si comincia ad avere soddisfazione del proprio lavoro ed a immaginare a come disporre le piante ed i restanti materiali decorativi in vasca.
Mi raccomando cercate di dare molta casualità nella disposizione, l’impasto non pressatelo troppo, picchiettatelo con le dita se vorrete avere una superficie rugosa oppure distendetolo con il palmo della mano se vorrete ottenere una parte più liscia, l’importante è come vi ho scritto, cercate di pensare che state creando qualcosa di più realistico possibile.

Spesso capita di osservare qualche dipinto dove viene raffigurato un fiume, ai bordi alberi o canneti, sassi e radici, queste ultime non potevano mancare, avendole recuperate qualche mese prima ed essendo rimasto colpito dalla loro bellezza le ho poste da parte per il grande giorno.



Sono radici di vite, di colorazione noce scuro, non troppo spesse e di varia lunghezza, che ho disposto in gruppi di 2 o 3 elementi ad una decina di cm dai bordi esterni della parete.

Le radici sono rimaste per qualche settimana dentro ad un catino all’interno di una pompa con acqua corrente, totalmente immerse.
Le ho fissate alla parete quando gran parte del lavoro era stato ormai ultimato, con del poliuretano le ho fissate nei punti scelti, cercando di farle rimanere in posizione con dei sassi, lasciando che il poliuretano si asciugasse e vi assicuro che non ci vuole molto, forse 10 minuti, perché la presa sia sufficiente.



Non vi preoccupate, se come è successo a me, il poliuretano gettato per il fissaggio delle radici tenderà a rimanere nella colorazione e nella forma un po’ fuori tono con il resto della parete, tanto poi i ritocchi futuri, anche tramite il Plastivel, saranno molto semplici da realizzare.



Bene! la parete è stata ultimata, o meglio la gran parte di lavoro creativo di produzione è finito, perchè successivamente oltre ai piccoli ritocchi nella colorazione o se volete nell’inserimento di altri materiali aggiuntivi, dovremo anche proteggerla, per quanto possibile, con l’utilizzo di una vernice atossica trasparente: il Plastivel.



Potete sollevare la parete e lasciare che la sabbia in eccesso scenda, spolverate quindi la parete facendo cadere il surplus di materiale, non vi preoccupate se i tubetti verdi di entrata si notano, in quella posizione li potrete facilmente nascondere piazzando qualche piantina o roccia davanti ad essi, ma sinceramente ho preferito lasciare uno spazio accessibile per una più corretta manutenzione.

Al poliuretano mischiato con tutti i materiali trattati ed utilizzati sono bastate poche ore per rendere molto solido e compatto il tutto, ma vi consiglio di far trascorrere un paio di giorni prima di passare alla fase successiva di lavoro.



La parete di Poliver ovviamente si è saldata con tutto il resto permettendo una più facile manovrabilità della struttura ed un inserimento in acquario rapido e sicuro.



In foto potete osservare come abbia cercato di far sporgere in modo casuale e le radici, alcune di esse arriveranno quasi a toccare il vetro frontale, probabilmente questi dettagli contribuiranno a dare maggiore spessore all’ambiente.



In questa visuale dall’alto si nota lo spazio riservato agli strumenti, calcolatelo prima di scegliere le bottiglie da utilizzare, io ne ho utilizzate due presenti in casa in quel giorno, e con un piccolo stratagemma le ho unite, ma se ne avete la possibilità potrete cercare una bottiglia unica, magari quelle da 2 litri potrebbero bastare.



Ed ecco il risultato finale per quanto riguarda la prima fase di creazione, ho sistemato anche un paio di rocce laviche alla base per immaginare come potrebbe rendere la parete con tutto il resto dell’allestimento in acquario.



Trascorsi due giorni circa, son passato alla fase successiva, ho polverizzato una parte di pietra lavica, quella che ho scelto non era né troppo scura né rossastra, parte poi l’ho mischiata con la sabbia quarzifera rimasta.



In una ferramenta ho acquistato un barattolo di Plastivel liquido e una bomboletta spray, oltre ovviamente ad un pennello. Ho cominciato quindi a spennellare la parete con tocco leggero, cercando di non rompere o smuovere le delicate foglie secche o i ramoscelli sporgenti, ho picchiettato nelle zone di difficile accesso, in particolare tra le radici.



Questa operazione non è stata troppo difficoltosa, ma certamente non è facile riuscire a coprire tutti i punti, anche quelli meno accessibili, della parete, quindi ho utilizzato in seguito il Plastivel in spray.



Una considerazione da fare riguarda la colorazione che assumerà la parete in seguito all’utilizzo della vernice: ho notato che la stessa ha accentuato toni leggermente più scuri di quanto lo fossero precedentemente, risultato dovuto comunque anche all’utilizzo di polvere di pietra lavica, comunque se vorrete avere una parete chiara, cercate di utilizzare sabbie ed elementi più chiari possibili.



Ho voluto mettere a confronto le due immagini, una originale ed una in negativo per farvi notare com’è facile e realistico miscelare i materiali tramite il poliuretano e creare una superficie che ricordi molto elementi comunemente rintracciabili in natura, inoltre potete notare l’irregolarità della superficie.

Finalmente siam giunti al risultato finale, la parete di sfondo prima di essere inserita in acquario ha questo aspetto.



Con il ritocco finale sono riuscito a rendere uniforme con il resto della parete anche il tono delle zone di giunta delle radici.



Tramite il PhotoShop, giocando con i valori dei gradienti di colore, ho provato ad immaginare come potrebbe modificarsi la parete dopo un certo periodo di permanenza in vasca, dove acqua ed alghe potrebbero influenzare la colorazione della stessa, oppure utilizzando materiali di colorazione diversa.



Con lo stesso procedimento con il quale ho realizzato la parete di Antibodi ho creato anche delle rocce che daranno in qualche modo una soluzione di continuità della parete sul fondo.

Sopra ad un sacchetto di plastica ho riunito gli ingredienti da utilizzare per l’impasto, quindi ancora sabbia quarzifera grigiastra mista a qualche frammento di pietra lavica, foglie e rametti secchi, pezzetti di polistirolo, sassolini e l’immancabile poliuretano.
Ricordatevi di inglobare all’interno dell’impasto o alla base una pietra che abbia un peso tale da far rimanere la roccia creata sul fondo, altrimenti appena il livello dell’acqua salirà vedrete salire la vostra creazione con essa. Io ho effettuato alcune prove in un catino, ad ogni modo non esagerate con la quantità di poliuretano.



Ho miscelato i vari componenti spezzettando le foglie ed ho spruzzato il poliuretano, in quantità equivalente ad una mela. Impastando il tutto, ho picchiettato con le dite ed aggiungendo di continuo la sabbia mista ho atteso che il poliuretano si solidificasse, vi basteranno 10/15 minuti per essere certi che i componenti abbiano attechito alla pasta.



Ho staccato le pietre dal sacchetto e le ho riposte sopra un velo di sabbia. Dopo un paio d’ore ho spruzzato il Plastivel, aggiungendo la sabbia ove necessario, infatti può capitare che in qualche parte riaffiori il color giallo chiaro del poliuretano, che comunque in acquario da un bell’effetto.



Dopo una decina di minuti il Plastivel aveva già reso piuttosto solide le rocce, ma io per precauzione non le ho toccate fino al giorno seguente.



Con questo metodo quindi si possono creare innumerevoli forme ed arredamenti da inserire in acquario, non solo sfondi, ma anche semplicemente agglomerati di rocce, supporti per piante o nascondigli appositi per strumenti e per gli abitanti dell’acquario.



Una volta in vasca penserò a come disporre le “Antibodi rocks”, ma per il momento ho provato ad immaginare già da subito come potrebbe essere il layout, disponendole ai piedi della parete.




Ultimi ritocchi prima di inserire la parete in acquario, ho infatti tagliato le parti sporgenti di poliuretano con estrema facilità utilizzando un coltello. Poi l’ho sciacquata con la gomma e l’ho lasciata asciugare appoggiandola al muro.
Con qualche accortezza per non danneggiare la parete l’ho inserita in acquario, e con molta gioia è entrata perfettamente, beh devo dire che appena ho acceso le luci sono rimasto davvero colpito di quanto fosse bella e realistica con le luci al neon presenti in vasca.



Purtroppo non sono un fenomeno con la digitale, specialmente le foto in acquario non mi vengono mai troppo bene.

Il tubo di mandata del filtro esterno, che ora si nota correre sopra la parete, ho deciso di inglobarlo una volta inserito il tutto in acquario, ci spruzzerò sopra piccole dosi di poliuretano che coprirò, come ho fatto per tutto il resto, con della sabbia quarzifera mista a polvere di pietra lavica.
Poi se sarà necessario, qui non arriverà comunque l’acqua, passerò un velo di Plastivel.
Il tubo l’avrei potuto inserire subito all’interno del manufatto, vi consiglio di pensarci al momento della lavorazione.



In queste due foto, che ritraggono alcuni particolari dello sfondo, si può notare la scelta di non voler utilizzare per il fondo gli stessi materiali utilizzati per creare la parete, ho pensato che un piccolo stacco di tono potesse giovare all’insieme, anche se poi come mi è capitato con le altre vasche, il fondo si modifica col passare dei mesi, e le aggiunte di materiali o gli inquilini stessi ne mutano aspetto e composizione.




Come scritto precedentemente con il solito poliuretano ho coperto il tubo sistemato ai vertici dello sfondo, spolverandovi sopra, con molta accortezza, altra sabbia di colorazione mista che richiami ovviamente i colori della parte di parete sottostante. In questo modo oltre a coprirlo l’ho anche fissato meglio.

Un’altra piccola prova che ho effettuato per rendere il fondo il più realistico possibile è stata quella di utilizzare foglie secche di diversa colorazione impregnate di Plastivel, per far in modo che durino in acqua per diverso tempo e che non si sfaldino o marciscano.
Le foglie sono di pioppo, legno già utilizzato da me in altre realizzazioni in passato.



L’acquario utilizzato è un Askoll Ambiente Advanced 100 di circa 180 litri di capacità fornito di 2 tubi neon da 30 watt ciascuno. Ho apportato una piccola modifica al sistema di illuminazione inserendo un neon di 20 watt, non tanto per aumentarne il wattaggio, che poteva essere comunque buono per il tipo di piante che avrei inserito successivamente, ma piuttosto per creare un sorta di effetto alba/tramonto. Ho sempre pensato infatti che uno stacco netto delle luci possa in qualche modo stressare i pesci, quindi ho regolato il neon aggiunto perché si accenda e si spenga mezz’ora prima e dopo gli altri due, è un bell’effetto credetemi, e non è né troppo difficile da realizzare né troppo dispendioso, vi sono innumerevoli opzioni di scelta.

La filtrazione dell'acqua è affidata ad un Pratiko 200 esterno, lo stesso filtro che ha accompagnato la mia precedente vasca per oltre 4 anni, caricato a cannolicchi, graniglia lavica, spugna e qualche bioball.



A seguire le ultime foto di questa prima parte di articolo che descrive la mia avventura nella realizzazione di Antibodi.



Queste fotografie le ho scattate subito dopo l’inserimento dell’acqua nella vasca, quindi non sono molto nitide perché quest’ultima, ancora carica di particelle in sospensione, non filtrava la luce a dovere, ma ho voluto comunque immortalare la vera e propria nascita di questo acquario, l’accensione del filtro e del riscaldatore.



La data di attivazione dell’acquario è il 15 ottobre 2006, lascierò trascorrere, descrivendo e raccogliendo più foto possibili, il lungo evolversi del progetto.
Nella seconda parte dell’articolo vi tratterò della nascita e la vita all’interno dell’acquario: dalla scelta delle piante ai pesci, conl’intento di ricreare un acquario-biotopo, altro mio sogno nel cassetto.
La mia scelta sarà riprodurre un’ansa di un torrente della Nigeria meridionale in Africa, e l’habitat comprenderà la biocenosi che è possibile trovare in quella zona.

Per concludere un paio di panoramiche con le prima parte di piante inserite: Anubias e Bolbitis e la freschezza di un acquario appena avviato, qui da un paio di giorni. Sul fondo pezzi di radici, legnetti, sassi e foglie secche.



Muffe e planarie si son già affacciate in questo ambiente che spero diventerà sempre più realistico e funzionale per l'arrivo dei tanto attesi abitanti.



Un saluto a tutti i lettori, alla seconda parte dell’articolo.
Grazie per l’interesse.

Articolo e foto di Stefano Florissi (Dabolox)


7 Ottobre 2006
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