MisterG
20-09-2005, 14: 50
CARIDINA japonica
Nome scientifico: Caridina japonica (multidentata)
Famiglia: Atyidae
Ordine: Decapoda
Classe: Malacostraca
Descrittore(anno): Stimpson, 1860 - de Man, 1892
Il genere caridina fù descritto da Milne Edwards nel 1837, la famiglia fù classificata da De Haan nel 1849
Sinonimi, nomi comuni e/o vecchie nomenclature: (yamato numa ebi). Un nome comune universalmente usato è il gambero di Amano, inoltre: il gambero giapponese delle alghe, il gambero della palude, il gambero di Yamato, il gambero fantasma, il gambero di vetro giapponese
Japonica è da considerare un sinonimo della multidentata, infatti de Man nel 1892 aveva descritto la japonica. Ma nel 1860, quindi 32 anni prima, Stimpson aveva descritto la multidentata, che secondo un gruppo di scienziati che recentemente hanno studiato le caridine giapponesi, equivale alla attuale japonica (nome solo più usato e conosciuto)
Di conseguenza Stimpson è da considerare il vero descrittore della "japonica"
http://www.acquariforum.com/images/articolifadate/fotografw.jpg
foto by Nicosia
Biotopo d'origine: Giappone, Corea e Taiwan. In Giappone si trova in paludi, corsi d’acqua e risaie della regione di Yamato (parte centro occidentale di Honshù), la prefettura di Chiba (parte nord orientale di Honshû) e la prefettura di Shimane (parte sud occidentale di Honshù). Poco si conosce sulle condizioni ambientali di origine.
Parametri vasca d'allevamento
Grandezza minima dell'acquario: Limite minimo 10-15 litri per piccoli gruppi di 4-5 gamberetti, con acquari più capienti si possono allevare decine di caridine, meglio acquari chiusi e ricchi di vegetazione
Parametri fisici e chimici dell'acqua: Nelle acque di origine vivono in gh 2-12 e il ph varia da 5,5 a 7,5, difficile stabilire dei valori standard ottimali in acquario (sembrano adattarsi a valori molto diversificati), temperatura minima 10 e massima 28 gradi.
Molto sensibili alla presenza di ammoniaca, sostanze chimiche e medicinali.
Zona occupata: Sul fondo e fra le piante
Alimentazione: Alghivori e detritivori
Compatibilità: Essenzialmente innocuo, non consigliabile allevare le caridine con grossi ciclidi, pesci e crostacei di elevata dimensione, il badis badis e i botia(pericolosi durante la muta dei piccoli crostacei), anfibi e tartarughe
AoL ne consiglia l'allevamento con: Poecilidi, caracidi, callichtidi, piccoli loricaridi e in genere con piccoli pesci, lumache
Descrizione della specie
Morfologia: Carapace trasparente con puntini rossi piccolissimi disposti lungo il corpo, occhi neri, piccole chele, colorazione più rossiccia in individui più anziani, aspettativa di vita 2-3 anni
Dimorfismo sessuale: Le femmine presentano i puntini disposti in una linea continua dalla testa alla coda, mentre il maschio presenta i puntini disseminati lungo il carapace in ordine sparso, la femmina di norma è più grande del maschio e presenta una zona addominale più pronunciata.
Taglia: Cm 4,5-5 la femmina; cm 3,5-4 il maschio
Comportamento inter ed intraspecifico: Maggiormente attive se tenute in gruppi numerosi, altrimenti si nascondono durante il giorno (questo comportamento non viene confermato da tutti gli osservatori).
Durante la muta risultano vulnerabili e tendono a rimanere nascoste fino al completamento della muta stessa.
Riproduzione: Le uova vengono raccolte sotto le appendici natatorie della femmina, dopo circa un mese le larve si staccano dalla madre nuotando libere nell’acqua.
Sopravvivenza delle larve molto difficile, necessitano di acquario dedicato per l’accrescimento, con acqua salmastra, temperatura 25 gradi, buona ossigenazione, alimentazione con fitoplancton.
In natura le larve vengono rilasciate alla corrente, verso gli estuari marini e dove l’acqua dolce incontra l’acqua marina, in questo luogo le piccole larve procedono ai primi stadi di sviluppo.
Altre note: Merito di Tagashi Amano (fotografo e naturalista giapponese) aver diffuso e reso popolare questo piccolo crostaceo al mondo acquariofilo. Immancabile ospite degli acquari Zen.
La caridina japonica è una specie ben definita, ma ultimamente sul mercato acquariofilo sono comparse alcune caridine provenienti da altri areali geografici, con caratteristiche comportamentali e anatomiche diverse.
Caridina celyanica (India),Caridina fernandoi(Sri Lanka),Caridina gracilirostris(gamberetto delle mangrovie),Caridina kumariae(Sli Lanka), Caridina singhalensis(Sli Lanka), Caridina propinqua(Sli Lanka India Malasya),Caridina simoni(Sli Lanka Indonesia Filippine Nuova guinea),Caridina serrata(Cina),da non dimenticare le Neocaridine con le molte varietà denominate :tiger, red, zebra, crystal, cherry etcc..
Informazioni tassonomiche: Nella famiglia Atyidae vengono inclusi circa 40 generi: atya –atyopsis- atyaephyra- atyoida- australatya- jonga- caridella -caridina-neocaridina-halocaridina-hantecaridina- limnocaridina- troglocaris – thyphlatya - micratya - palaemonias-paratya- potimirin-syncaris-xiphocaris.etcc...
In tutto si tratta di circa 320 specie
Il solo genere Caridina conta (per alcuni autori) oltre 180 fra specie e sottospecie
NB- In questa scheda (come in tutte le schede invertebrati) sono graditi i commenti-opinioni-esperienze personali e fotografie eseguite da voi stessi sull’invertebrato in oggetto (inserendo un post in coda)
Tutti i dati, opinioni e immagini ritenuti utili alla fine di una migliore conoscenza dell'animale stesso, verranno salvati e resi disponibili nel futuro Acquaribase, dove verranno raccolte tutte le schede
Grazie per la collaborazione
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/caridina20di20roby.jpg
femmina con uova
foto di Roby68
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/caridina.jpg
foto di Abetta
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/schedacaridina-2.jpg
foto di Paolo 76
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/schedacaridina-3.jpg
foto di I-rey
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/schedacaridina-5.jpg
foto di Aleale
Commenti-impressioni-esperienze sulle Caridine japoniche
Cipcip03
Considerando che si tratta di stupendi animali, alghivori e fitofagi, che senza dubbio apprezzano i residui delle pastiglie ricche di vegetali e spirulina dati ai pesciotti di fondo.
Adorano le alghe, quelle piu' tenere ed ecco perche' tenerne un gruppo e' consigliabile, oltre che per la socializzazione. Attenzione poiche' se le alghe crescono troppo, soprattutto quelle brown, nere, a pennello, non saranno piu' considerate di loro gradimento. Un altro aspetto di "pulizia" attiva della vasca e' rappresentato dalla loro capacita' di cibarsi di foglie appena cadute oppure in fase di deterioramento. Nella mia esperienza non le ho mai viste attaccare e "erodere sui margini" delle foglie vitali e sane.
Comunque, le caridine mangiano anche carne e sono in sostanza onnivore, talora attaccando avannotti piccoli e piccole lumache.
Se notate segni di gruppo intensi, cioe' coalizione per prendere cibo sul fondo o per predare insistentemente frammenti di cibo da pesciotti piccoli, se osservate segni di gravidanza oppure segni della loro muta (esoscheletri sparsi qua e la), nutrite i vostri pesciotti con alimenti piu' "corposi" e ricchi di vitamine (lio e congelato di qualita' e frammenti di pesci o gamberi crudi), in modo che le vostre caridine possano "spazzare" via i residui. Non sifonare quindi in modo massiccio, per lasciar loro tempo, soprattutto notturno, di mangiare con calma (anche perche' spesso nascondono frammenti di cibo per gustraseli in secondo momento tra gli anfratti).
Attenzione comunque alla qualita' del cibo, che con le caridine in vasca deve essere altissima ed attenzione ai valori dell'acqua: questo perche' l'anatomia delle caridine e' tale da rendere molto vicini organi come stomaco e testicoli ed una congestione puo' anche renderle sterili per esito di compressione meccanica o infiammazione.
ATTENZIONE-CURIOSITA'
-possono spolpare pesciotti morti in men che non si dica
-possono gradire le foglie delicate delle piante "rosse"
-possono predare in gruppo gli avannotti (una rete di separazione in vasca e' utile)
-discus, scalari e botia non sono buini coinquilini perche'...potrebbero mangiare le caridine
-non ti allarmare se le vedi sulle foglie verdi, perche mangiano le microalghe di superficie, pulendole
-e cosa mangiano le "larvette" di caridine? fitoplancton
Lucky luke
Più che la troppa CO2, da quel che leggo in giro le caridine sono ultrasensibili alla carenza di O2 (che, ricordo, non è legata alla quantità di CO2 immessa). A livelli in cui pesci e molti altri invertebrati campano felici e contenti, le caridine soffocano e muoiono.
Per il resto sono robuste, tollerano temperature da 10°C a 32° (e oltre, dice qualcuno), reggono dosi di NO2 da far crepare molti pesci (1mg/L e oltre), ed anche con NO3 alti non han problemi. Reggono pure acqua salmastra o non troppo pura... l'importante per loro è soprattutto l'ossigeno...
le piante dovrebbero fornire una certa ossigenazione.
C'è chi dice di immettere CO2 solo durante il fotoperiodo (quando le piante la consumano) e di far andare un areatore durante la fase di buio (quando anche le piante consumano O2, insieme a filtro pesci e caridine... portando ad eventuali carenze), però non saprei quali sbalzi di pH questo potrebbe portare (oltre alla non immissione di CO2 leveresti pure quella già disciolta in acqua, con un areatore)...
Anche sapere se muoiono sempre di giorno o sempre di notte o se non c'è alcuna correlazione, potrebbe essere interessante...
Paolo61
Crica la visibilità delle caridine, è un pò un mistero. Le ho introdotte mesi fa, e per un bel pò non si vedevano assolutamente, se non sforzandosi di cercarle con torcicolli vari negli anfratti + impossibili. Da una settimana invece ne ho almeno una sempre in vista, che con tutta tranquillità esplora il fondo o sale sulle rocce, legni ecc. Meglio così, perchè mi piace osservarle, e prima mi chiedevo sempre se fossero ancora vive, non le vedevo mai...
Abetta
io ho le caridine da circa 1 anno e stanno con una coppia di scalari...fin poco tempo fa nessun problema,ma ora chre gli scalari sono un pò + grandicelli noto che litigano (principalmente x il cibo,vorrebbero mangiarsi le pastigliette x il fondo che hanno tra le cheline..)
ho sentito spesso che gli scalari nn vanno con le caridine ...forse è vero,ma ho notato che anche se i scalari le punzecchiano loro scappano sotto il pratino o da qualche altra parte dell'acquario... quindi non mi preoccupo + di tanto..
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/schedacaridina-4.jpg
Foto di Kris
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/schedacaridina-6.jpg
foto di Endler
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/schedacaridina-7muzii.jpg
foto di Muzii
Nome scientifico: Caridina japonica (multidentata)
Famiglia: Atyidae
Ordine: Decapoda
Classe: Malacostraca
Descrittore(anno): Stimpson, 1860 - de Man, 1892
Il genere caridina fù descritto da Milne Edwards nel 1837, la famiglia fù classificata da De Haan nel 1849
Sinonimi, nomi comuni e/o vecchie nomenclature: (yamato numa ebi). Un nome comune universalmente usato è il gambero di Amano, inoltre: il gambero giapponese delle alghe, il gambero della palude, il gambero di Yamato, il gambero fantasma, il gambero di vetro giapponese
Japonica è da considerare un sinonimo della multidentata, infatti de Man nel 1892 aveva descritto la japonica. Ma nel 1860, quindi 32 anni prima, Stimpson aveva descritto la multidentata, che secondo un gruppo di scienziati che recentemente hanno studiato le caridine giapponesi, equivale alla attuale japonica (nome solo più usato e conosciuto)
Di conseguenza Stimpson è da considerare il vero descrittore della "japonica"
http://www.acquariforum.com/images/articolifadate/fotografw.jpg
foto by Nicosia
Biotopo d'origine: Giappone, Corea e Taiwan. In Giappone si trova in paludi, corsi d’acqua e risaie della regione di Yamato (parte centro occidentale di Honshù), la prefettura di Chiba (parte nord orientale di Honshû) e la prefettura di Shimane (parte sud occidentale di Honshù). Poco si conosce sulle condizioni ambientali di origine.
Parametri vasca d'allevamento
Grandezza minima dell'acquario: Limite minimo 10-15 litri per piccoli gruppi di 4-5 gamberetti, con acquari più capienti si possono allevare decine di caridine, meglio acquari chiusi e ricchi di vegetazione
Parametri fisici e chimici dell'acqua: Nelle acque di origine vivono in gh 2-12 e il ph varia da 5,5 a 7,5, difficile stabilire dei valori standard ottimali in acquario (sembrano adattarsi a valori molto diversificati), temperatura minima 10 e massima 28 gradi.
Molto sensibili alla presenza di ammoniaca, sostanze chimiche e medicinali.
Zona occupata: Sul fondo e fra le piante
Alimentazione: Alghivori e detritivori
Compatibilità: Essenzialmente innocuo, non consigliabile allevare le caridine con grossi ciclidi, pesci e crostacei di elevata dimensione, il badis badis e i botia(pericolosi durante la muta dei piccoli crostacei), anfibi e tartarughe
AoL ne consiglia l'allevamento con: Poecilidi, caracidi, callichtidi, piccoli loricaridi e in genere con piccoli pesci, lumache
Descrizione della specie
Morfologia: Carapace trasparente con puntini rossi piccolissimi disposti lungo il corpo, occhi neri, piccole chele, colorazione più rossiccia in individui più anziani, aspettativa di vita 2-3 anni
Dimorfismo sessuale: Le femmine presentano i puntini disposti in una linea continua dalla testa alla coda, mentre il maschio presenta i puntini disseminati lungo il carapace in ordine sparso, la femmina di norma è più grande del maschio e presenta una zona addominale più pronunciata.
Taglia: Cm 4,5-5 la femmina; cm 3,5-4 il maschio
Comportamento inter ed intraspecifico: Maggiormente attive se tenute in gruppi numerosi, altrimenti si nascondono durante il giorno (questo comportamento non viene confermato da tutti gli osservatori).
Durante la muta risultano vulnerabili e tendono a rimanere nascoste fino al completamento della muta stessa.
Riproduzione: Le uova vengono raccolte sotto le appendici natatorie della femmina, dopo circa un mese le larve si staccano dalla madre nuotando libere nell’acqua.
Sopravvivenza delle larve molto difficile, necessitano di acquario dedicato per l’accrescimento, con acqua salmastra, temperatura 25 gradi, buona ossigenazione, alimentazione con fitoplancton.
In natura le larve vengono rilasciate alla corrente, verso gli estuari marini e dove l’acqua dolce incontra l’acqua marina, in questo luogo le piccole larve procedono ai primi stadi di sviluppo.
Altre note: Merito di Tagashi Amano (fotografo e naturalista giapponese) aver diffuso e reso popolare questo piccolo crostaceo al mondo acquariofilo. Immancabile ospite degli acquari Zen.
La caridina japonica è una specie ben definita, ma ultimamente sul mercato acquariofilo sono comparse alcune caridine provenienti da altri areali geografici, con caratteristiche comportamentali e anatomiche diverse.
Caridina celyanica (India),Caridina fernandoi(Sri Lanka),Caridina gracilirostris(gamberetto delle mangrovie),Caridina kumariae(Sli Lanka), Caridina singhalensis(Sli Lanka), Caridina propinqua(Sli Lanka India Malasya),Caridina simoni(Sli Lanka Indonesia Filippine Nuova guinea),Caridina serrata(Cina),da non dimenticare le Neocaridine con le molte varietà denominate :tiger, red, zebra, crystal, cherry etcc..
Informazioni tassonomiche: Nella famiglia Atyidae vengono inclusi circa 40 generi: atya –atyopsis- atyaephyra- atyoida- australatya- jonga- caridella -caridina-neocaridina-halocaridina-hantecaridina- limnocaridina- troglocaris – thyphlatya - micratya - palaemonias-paratya- potimirin-syncaris-xiphocaris.etcc...
In tutto si tratta di circa 320 specie
Il solo genere Caridina conta (per alcuni autori) oltre 180 fra specie e sottospecie
NB- In questa scheda (come in tutte le schede invertebrati) sono graditi i commenti-opinioni-esperienze personali e fotografie eseguite da voi stessi sull’invertebrato in oggetto (inserendo un post in coda)
Tutti i dati, opinioni e immagini ritenuti utili alla fine di una migliore conoscenza dell'animale stesso, verranno salvati e resi disponibili nel futuro Acquaribase, dove verranno raccolte tutte le schede
Grazie per la collaborazione
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/caridina20di20roby.jpg
femmina con uova
foto di Roby68
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foto di Abetta
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foto di Paolo 76
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foto di I-rey
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/schedacaridina-5.jpg
foto di Aleale
Commenti-impressioni-esperienze sulle Caridine japoniche
Cipcip03
Considerando che si tratta di stupendi animali, alghivori e fitofagi, che senza dubbio apprezzano i residui delle pastiglie ricche di vegetali e spirulina dati ai pesciotti di fondo.
Adorano le alghe, quelle piu' tenere ed ecco perche' tenerne un gruppo e' consigliabile, oltre che per la socializzazione. Attenzione poiche' se le alghe crescono troppo, soprattutto quelle brown, nere, a pennello, non saranno piu' considerate di loro gradimento. Un altro aspetto di "pulizia" attiva della vasca e' rappresentato dalla loro capacita' di cibarsi di foglie appena cadute oppure in fase di deterioramento. Nella mia esperienza non le ho mai viste attaccare e "erodere sui margini" delle foglie vitali e sane.
Comunque, le caridine mangiano anche carne e sono in sostanza onnivore, talora attaccando avannotti piccoli e piccole lumache.
Se notate segni di gruppo intensi, cioe' coalizione per prendere cibo sul fondo o per predare insistentemente frammenti di cibo da pesciotti piccoli, se osservate segni di gravidanza oppure segni della loro muta (esoscheletri sparsi qua e la), nutrite i vostri pesciotti con alimenti piu' "corposi" e ricchi di vitamine (lio e congelato di qualita' e frammenti di pesci o gamberi crudi), in modo che le vostre caridine possano "spazzare" via i residui. Non sifonare quindi in modo massiccio, per lasciar loro tempo, soprattutto notturno, di mangiare con calma (anche perche' spesso nascondono frammenti di cibo per gustraseli in secondo momento tra gli anfratti).
Attenzione comunque alla qualita' del cibo, che con le caridine in vasca deve essere altissima ed attenzione ai valori dell'acqua: questo perche' l'anatomia delle caridine e' tale da rendere molto vicini organi come stomaco e testicoli ed una congestione puo' anche renderle sterili per esito di compressione meccanica o infiammazione.
ATTENZIONE-CURIOSITA'
-possono spolpare pesciotti morti in men che non si dica
-possono gradire le foglie delicate delle piante "rosse"
-possono predare in gruppo gli avannotti (una rete di separazione in vasca e' utile)
-discus, scalari e botia non sono buini coinquilini perche'...potrebbero mangiare le caridine
-non ti allarmare se le vedi sulle foglie verdi, perche mangiano le microalghe di superficie, pulendole
-e cosa mangiano le "larvette" di caridine? fitoplancton
Lucky luke
Più che la troppa CO2, da quel che leggo in giro le caridine sono ultrasensibili alla carenza di O2 (che, ricordo, non è legata alla quantità di CO2 immessa). A livelli in cui pesci e molti altri invertebrati campano felici e contenti, le caridine soffocano e muoiono.
Per il resto sono robuste, tollerano temperature da 10°C a 32° (e oltre, dice qualcuno), reggono dosi di NO2 da far crepare molti pesci (1mg/L e oltre), ed anche con NO3 alti non han problemi. Reggono pure acqua salmastra o non troppo pura... l'importante per loro è soprattutto l'ossigeno...
le piante dovrebbero fornire una certa ossigenazione.
C'è chi dice di immettere CO2 solo durante il fotoperiodo (quando le piante la consumano) e di far andare un areatore durante la fase di buio (quando anche le piante consumano O2, insieme a filtro pesci e caridine... portando ad eventuali carenze), però non saprei quali sbalzi di pH questo potrebbe portare (oltre alla non immissione di CO2 leveresti pure quella già disciolta in acqua, con un areatore)...
Anche sapere se muoiono sempre di giorno o sempre di notte o se non c'è alcuna correlazione, potrebbe essere interessante...
Paolo61
Crica la visibilità delle caridine, è un pò un mistero. Le ho introdotte mesi fa, e per un bel pò non si vedevano assolutamente, se non sforzandosi di cercarle con torcicolli vari negli anfratti + impossibili. Da una settimana invece ne ho almeno una sempre in vista, che con tutta tranquillità esplora il fondo o sale sulle rocce, legni ecc. Meglio così, perchè mi piace osservarle, e prima mi chiedevo sempre se fossero ancora vive, non le vedevo mai...
Abetta
io ho le caridine da circa 1 anno e stanno con una coppia di scalari...fin poco tempo fa nessun problema,ma ora chre gli scalari sono un pò + grandicelli noto che litigano (principalmente x il cibo,vorrebbero mangiarsi le pastigliette x il fondo che hanno tra le cheline..)
ho sentito spesso che gli scalari nn vanno con le caridine ...forse è vero,ma ho notato che anche se i scalari le punzecchiano loro scappano sotto il pratino o da qualche altra parte dell'acquario... quindi non mi preoccupo + di tanto..
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/schedacaridina-4.jpg
Foto di Kris
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foto di Muzii