MisterG
20-09-2005, 23: 28
PROCAMBARUS clarkii
Nome scientifico:Procambarus clarkii
Famiglia: Cambariidae
Ordine: Decapoda
Classe: Malacostraca
Descrittore(anno):Girard (1852)
Successivamente altri studiosi hanno pubblicato ricerche e studi Hagen 1870-Faxon 1898-Fieno 1902, il genere è stato definito da Ortmann nel 1905 e la famiglia da Hobbs, 1942
Sinonimi, nomi comuni e/o vecchie nomenclature: Gambero rosso della Luisiana, Gambero rosso americano, Astaci rossi della palude (red swamp crayfish), Aragostina rossa e gambero killer in Italia.
Un sottogenere in disuso è Scapulicambarus.
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/scheda%20procambarus.jpg
http://www.ittiofauna.org/
Biotopo d'origine: Originario del delta del Missisipi”Luisiana”, dove popola massicciamente le paludi e aqutrini. Diffuso successivamente in molti paesi centro-americani, asiatici e africani, in tempi più recenti in Europa(Spagna, Francia, Italia) per scopi ornamentali e alimentari, diventando in breve tempo invasivo e soppiantando le specie autoctone europee, sicuramente meno resistenti all’inguinamento e meno adattabili, inoltre soggette e sensibili a un parassita di cui il Procambarus clarkii sembra esserne il vettore
Parametri vasca d'allevamento
Grandezza minima dell'acquario: Vasca capiente superiore a 100 litri per 2 esemplari, con nascondigli, tane artificiali, fondo con sabbia e sassi grossolani, acquario chiuso privo di piante
Parametri fisici e chimici dell'acqua: Sufficente l’acqua di rubinetto declorata, ricca di calcio, temperatura 24-25 gradi (in natura vive benissimo anche con temperature prossime allo zero e punte massime di 30 gradi)
Resistente a insetticidi e altri prodotti chimici, riesce a vivere anche in ambienti anossici
Zona occupata: Essenzialmente sul fondo ma attivo in tutte le parti dell’acquario
Alimentazione: Onnivoro:cibo per pesci, verdure cotte e crude, lombrichi, molluschi, piccoli pesci, uova
Compatibilità: Non è consigliabile allevarlo con altri animali.
Descrizione della specie
Morfologia: Carapace robusto e rosso, maggiormente accentuato nelle chele e in esemplari adulti (esiste una varietà azzurra).
In esemplari giovani, il carapace assume una colorazione più pallida. Chele robuste e minacciose.
Dimorfismo sessuale: I maschi si riconoscono per i primi 2 arti addominali trasformati in organi copulatori, per le chele più robuste e la colorazione rossa più accentuata rispetto alle femmine
Taglia: In natura può raggiungere 15 cm, in acquario raramente supera i 10/12 cm
Comportamento inter ed intraspecifico: Animale agressivo anche verso i suoi simili, a volte cannibale, comportamento accentuato in acquari sovraffollati e durante le mute. Molto attivo sia di giorno che durante la notte, non è raro il tentativo di fuga dall’acquario, ottimo scavatore di buche.
Riproduzione: Non difficile in cattività.
La femmina è in grado di covare da 300 a 500 uova per covata e più volte in un anno (questo spiega la facilità di diffusione di questo crostaceo).
Le uova poste sotto l’addome della madre, dopo 20 giorni si schiudono, le larve rimangono attaccate all’addome per qualche giorno, poi lentamente si staccano e iniziano ad esplorare l’ambiente circostante, al primo segnale di pericolo i piccoli crostacei corrono sotto la madre per rifugiarsi.
Soltanto dopo la seconda muta i piccoli sono in grado di alimentarsi in maniera autonoma. La madre a questo punto viene allontanata, perché costituisce lei stessa una potenziale predatrice per i suoi figli. L’alimentazione per i piccoli può essere costituita da vegetali teneri, piccoli lombrichi, larve d’insetto.
Anche in questa fase di sviluppo non mancano episodi di cannibalismo a scapito dei fratelli più deboli.
Altre note: Il Procambarus clarkii è una specie alloctona in Italia, non si tratta dell’unico esempio, un altro cambaride americano è l'Orconectes limosus, comparso nelle acque italiane nel 1991
Dal 1995 si segnala la presenza di un gambero di origine orientale, l'Astacus leptodactylus.(astacidae)
I gamberi autoctoni italiani sono due:Austropotamobius pallipes italicus e Astacus astacus, entrambi protetti ma facenti parte della famiglia Astacidae
Informazioni tassonomiche:La famiglia Cambariidae conta 11-12 generi (fallicambarus-barbicambarus-bouchardina-cambarellus-cambarus-distocambarus-faxonella-hobbseus-orconectes-procambarus-troglocambarus) in circa 423 specie.
Il genere Procambarus conta oltre 150 specie
NB- In questa scheda (come in tutte le schede invertebrati) sono graditi i commenti-opinioni-esperienze personali e fotografie eseguite da voi stessi sull’invertebrato in oggetto (inserendo un post in coda)
Tutti i dati, opinioni e immagini ritenuti utili alla fine di una migliore conoscenza dell'animale stesso,verranno salvati e resi disponibili nel futuro Acquaribase, dove verranno raccolte tutte le schede
Grazie per la collaborazione
Commenti-impressioni-esperienze sul Procambarus clarkii
Ram
ho avuto un'esperienza di riproduzione gamberi in acquario: erano gamberi di fiume...un pescivendolo aveva fatto stò regalone ai miei pargolini
La femmina è rimasta sola quasi subito..., dopo parecchi giorni dalla morte dell'altro ha deposto le uova. Le teneva tra le zampe muovendole per ventilare. Dopo la schiusa i piccoli non schiodavano dalle zampe della madre per un pò di giorni: lei si muoveva qua e là per cambiare zona di pascolo....si alimentavano praticamente col pattume del fondo, che mi gaurdavo bene dal sifonare: tra le alghette i residui di cibo in scaglie e frutta evidentemente creavano un buon substrato per gli organismi planctonici Non ho dovuto aggiungere altro cibo, perchè crescevano tutti.
Quando hanno lasciato le zampe della madre, all'inizio le stavano intorno, pronti a rifugiarsi sotto di lei al minimo accenno di pericolo...sembrava una chioccia. Mai avrei pensato ad un simile ardore materno in un'animale dall'aspetto così arcaico....
Siccome erano decine, crescendo hanno mangiato COMPLETAMENTE la mia bella foresta di Higrofila.Colpa anche del mio trasloco che non mi permetteva di cibarli adeguatamente, si mangiavano un pò tra loro
Così li ho ributtati nel fiume(era ancora caldo- fine estate).
Lucky luke
Io ne ho buttati 8 nel laghetto due anni fa. Ora periodicamente ne trovo in giro per il giardino.
Puoi tranquillamente considerarlo infestante. Regge senza problemi tutte le temperature di qui (da 0° a oltre 35°C), qualsiasi dose di inquinamento o sporcizia o prodotti chimici, ed è predabile da qualcosa di grosso solo quando appena nato.
A mio parere stupendi da vedere, peccato che crescono a dismisura (in meno di un anno ho perso il conto delle mute) e mangiano qualsiasi cosa tranne ghiaia e vetri.
Divorano resti di cibo, resti di piante, resti di animali... ma anche piante ed animali vivi e vegeti
.
Certo che confrontati ad una caridina o similare è come confrontare un pastore tedesco di razza contro un incrocio tra un chiuaua (spero d'averlo scritto giusto!) ed un bigol (idem). Sono di un rosso stupendo ed hanno un corpo molto ben proporzionato che dà l'idea di qualcosa di massiccio e robusto - e così è.
Dal Ticino me ne erano arrivati 11, 3 finiti in acquario insieme alla mia tartaruga (no, pesci non ce n'erano a quel tempo) gli altri buttati nel "laghetto" all'esterno. In seguito sia la tarta che i gamberi sono stati trasferiti nel laghetto perchè troppo cresciuti, e l'acquario riallestito per i pesci.
I gamberi nel laghetto evidentemente mi si riproducono... ormai son due anni e ci capita di vedere i -numerosi- piccoli.
A volte mi è capitato di trovare alcuni gamberi nel giardino di casa parecchio lontani dal laghetto. Escono arrampicandosi su piante, tronchi, quel che trovano (sono formidabili scalatori anche fuori dall'acqua) e poi si fanno qualche decina di metri nell'erba a volte anche alta... il perchè sinceramente non lo so.
L'acqua del laghetto, in cui pare si trovino bene, è abbastanza verde, non c'è filtro nè niente, una pompa (che accendiamo saltuariamente) smuove un po' d'acqua e la fa rientrare con effetto cascatella, ma succede di rado. D'inverno l'acqua ghiaccia fino a formare uno strato di alcuni centimetri in superficie, quando capita lo rompiamo.
Insomma... si alleva da solo fin troppo bene... nel laghetto li vediamo spuntare in superficie (sempre arrampicandosi su piante etc) quando gettiamo del cibo per le tartarughe... e ne spuntano veramente tanti... un po' come in Alien "escono dalle pareti! escono dalle f.....e pareti!"
Però capita spesso che se ne trovino fuori dal laghetto stesso, in giro per il giardino...
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/p_clarckii04-500.jpg
foto ittiofauna.org
Nome scientifico:Procambarus clarkii
Famiglia: Cambariidae
Ordine: Decapoda
Classe: Malacostraca
Descrittore(anno):Girard (1852)
Successivamente altri studiosi hanno pubblicato ricerche e studi Hagen 1870-Faxon 1898-Fieno 1902, il genere è stato definito da Ortmann nel 1905 e la famiglia da Hobbs, 1942
Sinonimi, nomi comuni e/o vecchie nomenclature: Gambero rosso della Luisiana, Gambero rosso americano, Astaci rossi della palude (red swamp crayfish), Aragostina rossa e gambero killer in Italia.
Un sottogenere in disuso è Scapulicambarus.
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/scheda%20procambarus.jpg
http://www.ittiofauna.org/
Biotopo d'origine: Originario del delta del Missisipi”Luisiana”, dove popola massicciamente le paludi e aqutrini. Diffuso successivamente in molti paesi centro-americani, asiatici e africani, in tempi più recenti in Europa(Spagna, Francia, Italia) per scopi ornamentali e alimentari, diventando in breve tempo invasivo e soppiantando le specie autoctone europee, sicuramente meno resistenti all’inguinamento e meno adattabili, inoltre soggette e sensibili a un parassita di cui il Procambarus clarkii sembra esserne il vettore
Parametri vasca d'allevamento
Grandezza minima dell'acquario: Vasca capiente superiore a 100 litri per 2 esemplari, con nascondigli, tane artificiali, fondo con sabbia e sassi grossolani, acquario chiuso privo di piante
Parametri fisici e chimici dell'acqua: Sufficente l’acqua di rubinetto declorata, ricca di calcio, temperatura 24-25 gradi (in natura vive benissimo anche con temperature prossime allo zero e punte massime di 30 gradi)
Resistente a insetticidi e altri prodotti chimici, riesce a vivere anche in ambienti anossici
Zona occupata: Essenzialmente sul fondo ma attivo in tutte le parti dell’acquario
Alimentazione: Onnivoro:cibo per pesci, verdure cotte e crude, lombrichi, molluschi, piccoli pesci, uova
Compatibilità: Non è consigliabile allevarlo con altri animali.
Descrizione della specie
Morfologia: Carapace robusto e rosso, maggiormente accentuato nelle chele e in esemplari adulti (esiste una varietà azzurra).
In esemplari giovani, il carapace assume una colorazione più pallida. Chele robuste e minacciose.
Dimorfismo sessuale: I maschi si riconoscono per i primi 2 arti addominali trasformati in organi copulatori, per le chele più robuste e la colorazione rossa più accentuata rispetto alle femmine
Taglia: In natura può raggiungere 15 cm, in acquario raramente supera i 10/12 cm
Comportamento inter ed intraspecifico: Animale agressivo anche verso i suoi simili, a volte cannibale, comportamento accentuato in acquari sovraffollati e durante le mute. Molto attivo sia di giorno che durante la notte, non è raro il tentativo di fuga dall’acquario, ottimo scavatore di buche.
Riproduzione: Non difficile in cattività.
La femmina è in grado di covare da 300 a 500 uova per covata e più volte in un anno (questo spiega la facilità di diffusione di questo crostaceo).
Le uova poste sotto l’addome della madre, dopo 20 giorni si schiudono, le larve rimangono attaccate all’addome per qualche giorno, poi lentamente si staccano e iniziano ad esplorare l’ambiente circostante, al primo segnale di pericolo i piccoli crostacei corrono sotto la madre per rifugiarsi.
Soltanto dopo la seconda muta i piccoli sono in grado di alimentarsi in maniera autonoma. La madre a questo punto viene allontanata, perché costituisce lei stessa una potenziale predatrice per i suoi figli. L’alimentazione per i piccoli può essere costituita da vegetali teneri, piccoli lombrichi, larve d’insetto.
Anche in questa fase di sviluppo non mancano episodi di cannibalismo a scapito dei fratelli più deboli.
Altre note: Il Procambarus clarkii è una specie alloctona in Italia, non si tratta dell’unico esempio, un altro cambaride americano è l'Orconectes limosus, comparso nelle acque italiane nel 1991
Dal 1995 si segnala la presenza di un gambero di origine orientale, l'Astacus leptodactylus.(astacidae)
I gamberi autoctoni italiani sono due:Austropotamobius pallipes italicus e Astacus astacus, entrambi protetti ma facenti parte della famiglia Astacidae
Informazioni tassonomiche:La famiglia Cambariidae conta 11-12 generi (fallicambarus-barbicambarus-bouchardina-cambarellus-cambarus-distocambarus-faxonella-hobbseus-orconectes-procambarus-troglocambarus) in circa 423 specie.
Il genere Procambarus conta oltre 150 specie
NB- In questa scheda (come in tutte le schede invertebrati) sono graditi i commenti-opinioni-esperienze personali e fotografie eseguite da voi stessi sull’invertebrato in oggetto (inserendo un post in coda)
Tutti i dati, opinioni e immagini ritenuti utili alla fine di una migliore conoscenza dell'animale stesso,verranno salvati e resi disponibili nel futuro Acquaribase, dove verranno raccolte tutte le schede
Grazie per la collaborazione
Commenti-impressioni-esperienze sul Procambarus clarkii
Ram
ho avuto un'esperienza di riproduzione gamberi in acquario: erano gamberi di fiume...un pescivendolo aveva fatto stò regalone ai miei pargolini
La femmina è rimasta sola quasi subito..., dopo parecchi giorni dalla morte dell'altro ha deposto le uova. Le teneva tra le zampe muovendole per ventilare. Dopo la schiusa i piccoli non schiodavano dalle zampe della madre per un pò di giorni: lei si muoveva qua e là per cambiare zona di pascolo....si alimentavano praticamente col pattume del fondo, che mi gaurdavo bene dal sifonare: tra le alghette i residui di cibo in scaglie e frutta evidentemente creavano un buon substrato per gli organismi planctonici Non ho dovuto aggiungere altro cibo, perchè crescevano tutti.
Quando hanno lasciato le zampe della madre, all'inizio le stavano intorno, pronti a rifugiarsi sotto di lei al minimo accenno di pericolo...sembrava una chioccia. Mai avrei pensato ad un simile ardore materno in un'animale dall'aspetto così arcaico....
Siccome erano decine, crescendo hanno mangiato COMPLETAMENTE la mia bella foresta di Higrofila.Colpa anche del mio trasloco che non mi permetteva di cibarli adeguatamente, si mangiavano un pò tra loro
Così li ho ributtati nel fiume(era ancora caldo- fine estate).
Lucky luke
Io ne ho buttati 8 nel laghetto due anni fa. Ora periodicamente ne trovo in giro per il giardino.
Puoi tranquillamente considerarlo infestante. Regge senza problemi tutte le temperature di qui (da 0° a oltre 35°C), qualsiasi dose di inquinamento o sporcizia o prodotti chimici, ed è predabile da qualcosa di grosso solo quando appena nato.
A mio parere stupendi da vedere, peccato che crescono a dismisura (in meno di un anno ho perso il conto delle mute) e mangiano qualsiasi cosa tranne ghiaia e vetri.
Divorano resti di cibo, resti di piante, resti di animali... ma anche piante ed animali vivi e vegeti
.
Certo che confrontati ad una caridina o similare è come confrontare un pastore tedesco di razza contro un incrocio tra un chiuaua (spero d'averlo scritto giusto!) ed un bigol (idem). Sono di un rosso stupendo ed hanno un corpo molto ben proporzionato che dà l'idea di qualcosa di massiccio e robusto - e così è.
Dal Ticino me ne erano arrivati 11, 3 finiti in acquario insieme alla mia tartaruga (no, pesci non ce n'erano a quel tempo) gli altri buttati nel "laghetto" all'esterno. In seguito sia la tarta che i gamberi sono stati trasferiti nel laghetto perchè troppo cresciuti, e l'acquario riallestito per i pesci.
I gamberi nel laghetto evidentemente mi si riproducono... ormai son due anni e ci capita di vedere i -numerosi- piccoli.
A volte mi è capitato di trovare alcuni gamberi nel giardino di casa parecchio lontani dal laghetto. Escono arrampicandosi su piante, tronchi, quel che trovano (sono formidabili scalatori anche fuori dall'acqua) e poi si fanno qualche decina di metri nell'erba a volte anche alta... il perchè sinceramente non lo so.
L'acqua del laghetto, in cui pare si trovino bene, è abbastanza verde, non c'è filtro nè niente, una pompa (che accendiamo saltuariamente) smuove un po' d'acqua e la fa rientrare con effetto cascatella, ma succede di rado. D'inverno l'acqua ghiaccia fino a formare uno strato di alcuni centimetri in superficie, quando capita lo rompiamo.
Insomma... si alleva da solo fin troppo bene... nel laghetto li vediamo spuntare in superficie (sempre arrampicandosi su piante etc) quando gettiamo del cibo per le tartarughe... e ne spuntano veramente tanti... un po' come in Alien "escono dalle pareti! escono dalle f.....e pareti!"
Però capita spesso che se ne trovino fuori dal laghetto stesso, in giro per il giardino...
http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/p_clarckii04-500.jpg
foto ittiofauna.org