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MisterG
21-09-2005, 20: 32
UNIO pictorum

Nome scientifico: Unio pictorum
Famiglia: Unionidae
Ordine: Unionoida
Classe: Bivalvia Paleoheterodonta
Descrittore(anno): (Linnaeus 1758)
La famiglia è stata definita da Rafinesque,1820 e il genere da Philipsson, 1788
Sinonimi, nomi comuni e/o vecchie nomenclature: Così chiamata perché in passato i pittori la usavano per miscelare i colori.
Nomi comuni di genere sono:Cozza d’acqua dolce, mitilo d’acqua dolce, muscolo acquatico, mitilo dei pittori. Sinonimo usato è Anodonta (specie molto simile e appartenente alla stessa famiglia)

http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/unio_pictorum-500.jpg
http://www.ittiofauna.org/

Biotopo d'origine: Vive sul fondo di laghi, canali e stagni d’Europa, spesso difficilmente visibile per l’abitudine di infossarsi nel substrato.
Sono un ottimo indicatore ambientale della qualità dell’acqua

Parametri vasca d'allevamento

Grandezza minima dell'acquario: Nessun limite particolare ma da tenere conto delle dimensioni raggiunte dal bivalve, fondo sabbioso o melmoso, adatta anche per laghetti esterni
Parametri fisici e chimici dell'acqua:Ph 7-8,temperatura 20-26 gradi, resiste bene alle temperature invernali
Zona occupata: Fondo
Alimentazione: Si nutrono filtrando in continuazione l’acqua e trattenendo le particelle alimentari e organismi planctonici
Compatibilità: Pacifico, non consigliabile con animali scavatori e crostacei di grossa taglia


Descrizione della specie

Morfologia: Conchiglia grossa, con valve brunastre chiare di forma ovale e allungate,sono prive di bisso ma secernono una sostanza collosa utile per fissarsi al substrato
Dimorfismo sessuale: Sessi separati, dimorfismo sessuale non rilevabile
Taglia: Fino a 15 cm.
Comportamento inter ed intraspecifico: Comportamento subito evidente è l’abitudine di infossarsi nel fondo, lasciando all’esterno solo i sifoni inalanti ed esalanti, che fungono da organo respiratorio e da filtro.
Sono in grado di filtrare fino a 40/l ora, trattenendo le particelle alimentari e i metalli pesanti presenti nell’acqua. Questa particolarita' viene sfruttata utilizzando i bivalvi come filtri viventi in acquario o in laghetti esterni.
Durante gli eventuali spostamenti può danneggiare le radici delle piante acquatiche più delicate
Riproduzione: Possibile in cattività ma non semplice
Originale e inconsueto il modo di riprodursi di molte Unionidae in natura.
Le uova vengono immagazzinate nelle branchie dell’animale riproduttore femminile, sono branchie modificate in una specie di marsupio. All’interno del marsupio si sviluppano in una fase larvale detta Glochidia, successivamente le larve diventano parassiti di pesci o gasteropodi, attaccandosi alla bocca, branchie o pelle dell’animale parassitato, diventando una specie di cisti.
La fase parassita dura da una a qualche settimana, dopo si stacca dall’ospite diventando organismo libero.
Altre note:
Informazioni tassonomiche:Altre Unio europee morfologicamente simili sono: Unio crassus(Philipsson 1788), Unio tumidus (Philipsson 1788), Unio elongatulus(Pfeiffer 1825).
Ulteriori Unionidae appartenenti ad altri generi sono:Anodonta, Margaritifera, Microcondylaea, Afronaia, Alasmidonta, Asphataria, Castalia, Contradens, Oxinaia, Physunio etcc..
Numerose le specie extra europee (centinaia di specie), molte di difficile collocazione tassonomica


NB- In questa scheda (come in tutte le schede invertebrati) sono graditi i commenti-opinioni-esperienze personali e fotografie eseguite da voi stessi sull’invertebrato in oggetto.(inserendo un post in coda)
Tutti i dati, opinioni e immagini ritenuti utili alla fine di una migliore conoscenza dell'animale stesso, verranno salvati e resi disponibili nel futuro Acquaribase, dove verranno raccolte tutte le schede
Grazie per la collaborazione


http://www.acquariforum.com/magazine/immagini/schedaunio.jpg
foto di Wuillot

Commenti-impressioni.esperienze su Unio pictorum


Wuillot
2 ormai stanno nella 400litri dove c'è la sabbia e si fanno delle grandi passeggiate, piano piano, anche se una delle due si è arroccata in una zona rocciosa.
un'altra sta nell'80 litri e si è messa addirittura sotto le rocce. Vedendola completamente chiusa l'ho spostata ed in pratica le ho solo rotto le scatole perchè si è andata subito a mettere di nuovo sotto le rocce
quella che invece tengo nel mirabbello è l'unica a non essersi sotterrata. Forse ha qualche difficoltà (magari per la granulometria grossa del ghiaino) perchè adesso si è piazzata in verticale appoggiata sul vetro. Ogni tanto si sposta ma rimane completamente fuori.


Calico
io le cozze,le tengo nel laghetto, non le metterei negli acquari per varie ragioni: troppa poca acqua, T troppo alta, rischio che muovendosi sradichino le piante, poco nutrimento (gli acquari sono puliti in confronto al fondo di un laghetto). Però davvero non so, magari invece ce la fanno.
le mie non ho ancora capito se sono Anodonta o Unio, comunque le ho da 2 anni, svernano tranquillamente sotto il ghiaccio.
Temono il caldo: si spostano sempre quando il sole le raggiunge, cercando l'ombra. Si muovono quando fa fresco, tipo dopo una pioggia. A volte se ne stanno immobili per settimane, altre volte si spostano molto. Io ho ghiaia grossetta, ma la più piccola (10cm)riesce comunque a infilarsi di taglio. L'altra (25cm) sta sdraiata sul fianco. Un paio di volte le ho trovate vicinissime, la piccola sotto la grande.

Roby Pellegrini
i bivalvi d'acqua dolce che si usano nei laghetti (quasi sempre appartenenti al genere Anodonta) sono resistenti al freddo (naturalmente la profondità media dell'acqua deve essere intorno a 60 cm e il fondo non deve mai ghiacciare). Diverse specie vivono anche allo stato naturale in diverse regioni italiane e, quindi, non hanno problemi a vivere fuori anche in inverno.

Le cose che mi vengono in mente a proposito di questi bivalvi sono queste:
-negli ultimi tempi i grossisti forniscono alcuni bivalvi tropicali che, se per le loro caratteriastiche si adattano perfettamente agli acquari riscaldati, male vivrebbero (probabilmente) alle nostre temperature invernali. Quindi e meglio appurare con sicurezza che si trattino dei bivalvi d'acqua fredda (nei listini all'ingrosso sono spesso inserite nella lista dei pesci rossi e dei pesci d'acqua fredda)

-se non ricordo male, anche su questo forum si è parlato in passato dei pro e dei contro dell'uso dei bivalvi. Da quello che mi ricordo è venuto fuori che questi organismi non sono sempre un toccasana per il laghetto: è vero che possono filtrare 40 litri d'acqua ogni ora (almeno così dicono quelli che le vendono come "miracolo" per il laghetto) ma è venuto fuori che, con la morte, possono liberare tutto quello che filtrano arrivando a sporcare molto. In più, il loro allevamento non è così facile e banale come può sembrare: spesso finiscono per morire di fame, specie in vasche prive di un abbondante fango o limo di fondo (che è fondamentale per il loro benessere) o anche per sovraffollamento. Per questo, magari è consigliabile non inserirne troppe.
In più, guardando la natura, penso che questi organismi non siano fondamentali ad un equilibrio biologico, nella giusta maniera aiuteranno, ma non saranno indispensabili: le tipologie di zone umide che permettono la vita ai bivalvi sono piuttosto particolari, ciononostante tali ambienti sono stabili ed in equilibrio ugualmente.
Tutte queste parole per dire che secondo me i bivalvi sono utili e curiosi, ma non indispensabili e, in ogni caso, da inserire con oculatezza.