Avannotto morto di iriatherina werneri

Discussione in 'Killifish' iniziata da ram, 12 Gennaio 2015.

  1. ram

    ram Moderatore

    Come da titolo, stamattina mentre cibavo le iriatherine con i naupli di artemia ho visto qualcosa che stava a mezz'acqua ed aveva la forma di un avannotto: lo era! Era morto purtroppo....ho cercato di prenderlo ma non sono riuscita, ? finito sotto un groviglio di radici di anubias.

    Questo significa che ipoteticamente nella vasca in cui le ho messe -da sole- possono riprodursi. Se qualcuno ha avuto esperienze di riproduzione con questi piccoli pesci mi pu? dare indicazioni? Non trovo un granch? di informazioni...almeno non in lingua italiana:FShame:
     
  2. Lilium

    Lilium Moderator

    Se trovi qualcosa in lingua inglese, francese o tedesco posso tradurtelo io senza problemi. Te lo posso tradurre pure dal Latino ma l? mi sa che sei pi? forte tu! :FLaugh:
     
  3. ram

    ram Moderatore

  4. Lilium

    Lilium Moderator

    Te lo reinvio in serata! Appena ho finito di tradurre il capitolo 15 della Consolatio mi metto a lavoro!
     
  5. Lilium

    Lilium Moderator

    Iriatherina werneri MEINKEN, 1974
    Pesce arcobaleno pinna a filo

    Classificazione

    Ordine: Ateriniformi; Famiglia: Melanotenidi

    Distribuzione

    Descritto da Merauke, Irian Jaya, Indonesia, che corrisponde alla moderma Merauke Regency, provincia di Papua, Indonesia, sull'isola di Nuova Guinea. E' distrubuito lungo una sezione relativamente breve della costa Sud della nuova Guinea, tra Merauke e la foce del fiume Fly, lungo i confini della Papua Nuova Guinea e in questo ultimo bacino ? stato ritrovato a oltre 500 Km nell'entroterra. Le popolazioni sono ritrovate anche nei laghi Bosset e Kala.
    In Australia gli esemplari abitano numerosi bacini fluviali del Cape York Peninsula nello stato di Queensland e nel Northern Territory a ovest, che include la palude di Arafura nello Arnhem land. Il pesce mostra alcune differenze nella gamma di colori e nella morfologia delle pinne, dipendenti dalla diversa localit? ma gli esemplari wild sono praticamente sconosciuti in acquariofilia a causa degli esemplari messi in vendita e prodotti su scala commerciale.

    Habitat

    Mostra una preferenza per ruscelli lenti, paludi di acqua dolce, lagune, pozze contenenti acqua limpida e ricca di microfiti. E' comunemente trovato in habitat con una vegetazione abbondante, con acqua alta meno di un metro e mezzo e spesso colonizzata da gigli galleggianti. Una temperatura nel range tra 22 e 32? C e un pH tra 5,2 e 7,5 sono stati rilevati in varie misurazioni.
    Femmine ed esemplari giovani sono stati osservati in gruppo mentre i maschi sessualmente attivi si allontanano in acque pi? aperte, lontani da altri maschi e femmine mature. La deposizione delle uova avviene nei mesi caldi dell'anno.

    Massima lunghezza

    30-40 mm

    Misure dell'acquario

    Considerare una superficie di fondo non pi? piccola di 60*30.

    Manutenzione

    L'acquario migliore ? densamente piantumato. L'aggiunta di piante galleggianti, radici e legni che schermano la luce sono apprezzati e danno un effetto natuale. Se si desidera aumentare la popolazione, aggiungere un muschio acquatico a foglia fine come il Taxiphylum spp. ? consigliabile (Vd. Riproduzione).

    La filtrazione non deve essere forte poich? il pesce proviene da acque calme e pu? trovarsi in difficolt? con molta corrente. Si raccomanda di non inserire questo pesce in acquari molto giovani poich? ? molto sensibile a variazioni chimicofisiche dell'acqua.

    Condizioni dell'acqua

    Temperatura: 22-30? C
    pH: 5,0 - 8,0
    Durezza: 18-215 ppm

    Dieta

    Si nutre di fitoplancton galleggiante o in sospensione, Diatomee e altri Zooplancton in natura. In acquario deve essere offerto cibo di dimensioni adeguate per la sua piccola bocca. Idealmente, gran parte della dieta dovrebbe comprendere Daphnia, Moina, naupli di Artemia, Microworms, Copepodi etc anche se accetta anche secco di granulometria fine.

    Comportamento e compatibilit?

    Molto tranquillo ma non adatto ada cquari di comunit? in quanto generalmente compete per il cibo con molta difficolt? e le sue lunghe pinne possono essere attaccate. Meglio allevarlo insieme a pesci di dimensioni e abitudini simili come Pseudomugilidi o, se non avete intenzione di ricreare un biotopo, Microdevario, Danionella, Trigonostigma, Corydoras nani, piccoli Loricaridi come Otocinclus spp. e gamberetti come Caridina o Neocaridina. E' una specie gregaria e deve essere tenuta in branchi di almeno sei esemplari, meglio se pi? di 10. Allevarlo in branco non solo contribuir? alla tranquillit? del pesce ma contribuir? anche ad una migliore esposizione naturale. I maschi mostreranno i loro migliori colori e comportamenti affascinanti nella fase del corteggiamento.

    Dimorfismo sessuale

    I maschi adulti in possesso di pinne pelviche lunghe sono pi? grandi e colorati.

    Riproduzione

    Questa specie ? ovipara e non effettua cure parentali. La deposizione delle uova ? pi? probabile a temperatura pi? alta e le femmine sono in grado di deporre uova per diversi giorni. Il maschio si accoppia casualmente con pi? femmine durante una sola giornata e la deposizione avviene nelle ore diurne.
    I maschi mostrano alle femmine quando sono in condizioni di riprodursi e preferiscono farlo in presenza di galleggianti. La colorazione si intensifica e le pinne dorsali e anali si muovono per invogliare la compagna. Una femmina reattiva seleziona un sito per la deposizione, in genere radici di piante o un folto mazzo di galleggianti e a questo punto i pesci rilasciano uova e *****a.

    Esistono due metodi di base per allevare in acquario. Il primo consiste nell'isolare un singolo maschio con due tre femmine in una vasca piccola, con filtro ad aria e utilizzare un MOP per la riproduzione. Questo si rimuove e si sposta in vasca separata quando ci sono uova.

    L'alternativa ? mantenere la vasca molto piantumata e allevare una colonia di adulti. La folta vegetazione dovrebbe consentire a qualche avannotto di sopravviere. Dal momento che i piccoli passnao la prima parte della vita vicino a muschi superficiali, ? questo il genere di galleggiante pi? consigliato. Ma vanno bene anche galleggianti con radici.

    Il secondo approccio ? meno produttivo ma pi? semplice e e affidabile: avere una vasca matura, piantumata, con condizioni di acqua stabili e microfauna, preziosa fonte di cibo. Quando le uova vengono isolate possono sorgere problemi sia con l'alimentazione artificiale sia con la qualit? dell'acqua: gli avannotti sono piccoli e delicati.

    L'acqua di scarsa qualit? pu? provocare morti per questo nella vasca di accrescimento bisognerebbe fare piccoli cambi regolari. Gli avannotti sono selettivi in termini di dimensioni delle prede quindi si potrebbe dover utilizzare cibo vivo. Possono comunque essere accresciuti con secco di buona qualit? e di piccola granulometria e dovrebbero mangiare almeno due volte al giorno.
    Il tasso di crescita ? lento per le prime due settimane ma pu? essere incrementato con l'uso di alimenti specifici. Bisogna tenere d'occhio la crescita degli avannotti e questi possono richiedere una separazione affinch? un avannotto molto grande non predi i pi? piccoli.

    Note

    Anche se questa specie ? molto commercializzata e famosa in acquariofilia, ? molto delicata e richiede cure specifiche per cui non ? consigliabile ad un principiante.

    Morfologia e colori sono particolari rispetto ad altri Melanotenidi e il genere ? rimasto monotipico dalla descrizione di Meinken. Esistono evidenze che suggeriscono che le popolazioni del Northern Territory, del Queensland e della Nuova Guinea mostrino una certo grado di separazione genetica che consentirebbe il riconoscimento di taxa distinti ma ci? non ? ancora confermato.

    Il genere di ascrive ai Melanotenidi perch? le pinne dorsali sono morbide e flessibili; le pinne anali hanno 11-12 raggi molli; i primi raggi della seconda dorsale e anae sono estesi nei maschi; i denti sono ridotti ad una sola fila di 7-8 canini. In termini di parentela evolutiva pare cadere tra Melanotaenia e Rhadinocentrus.

    Esiste una relazione tra i Melanotaenidi e la famiglia di Bedotiidae, che pu? sembrare sorprendente dati i rispettivi modelli distributivi moderni. L'origine precisa e la successiva dispersione delle due famiglie ? stata oggetto di dibattito: alcuni paleontologi suggeriscono che i pesci d'acqua dolce del Madagascar derivino la forma da una dispersione trans-oceanica durante il Cenozoico, ma le argomentazioni pi? convincenti attualmente indicano una radiazione di acqua dolce che si ? verificato durante la rottura di Gondwana nel Mesozoico.
     
  6. Cyn

    Cyn New Member

    beccati un bel 9 .... :FishGrin::FishGrin::FishGrin:
     
  7. ram

    ram Moderatore

    se......pure il bacio accademico!
    Dopo la Consolatio si ? consolata con la traduzione sulle iriatherine....ahhhh....cuore d'oro:FishKiss:
     
  8. Salvo_72

    Salvo_72 Active Member

    Elisa che dirti... un lavoro veramente notevole, brava
     
  9. ram

    ram Moderatore

    se......pure il bacio accademico!
    Dopo la Consolatio si ? consolata con la traduzione sulle iriatherine....ahhhh....cuore d'oro:FishKiss:

    Da quel che leggo le ho quasi messe nelle loro condizioni ideali, salvo la durezza che ? troppo bassa...l'aumenter? e vediamo che fanno:FishWink:
    L'acquario ? un vecchio 60 lt , con filtraggio lento e luce scarsa, un grosso cespuglio di anubias molto radicate ed alghe a pennello scure:FishCool: che fanno da mop sul vano filtro (e magari sono fonte di microrganismi infusori). Non metter? altri pesci:FishWink:
     
  10. Lilium

    Lilium Moderator

    S?, infatti volevo dirti che non scoprivi niente di nuovo!
     

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