Le carenze delle piante.

Discussione in 'Acquaripedia' iniziata da Lilium, 22 Aprile 2015.

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  1. Lilium

    Lilium Moderator

    Le carenze delle piante

    Prima di fare un elenco non esaustivo ma semplicemente orientativo, torniamo a ripetere che il componente principale delle piante ? il Carbonio. Qualora le vostre piante mostrassero problemi importanti, in primis una crescita visibilmente rallentata e una debolezza generale, prima di puntare il dito su uno qualsiasi dei seguenti elementi, verificate che la richiesta di Carbonio sia soddisfatta. Come gi? accennato, in caso di grave mancanza di CO2, si pu? anche andare incontro al fenomeno di decalcificazione biogena ovvero il recupero di Carbonio da Carbonati e Bicarbonati.

    Azoto: ? un elemento base della fotosintesi, della crescita e della riproduzione della pianta; la sua funzione ? quindi strutturale. L'Azoto ? un elemento mobile, quindi la pianta pu? spostarlo, al bisogno, dalle foglie pi? vecchie ai nuovi germogli per permettere a questi di crescere. Ecco perch? la sua carenza si manifesta prima nelle foglie vecchie. Questo elemento costituisce gli amminoacidi e le proteine, tra cui la Clorofilla (abbiamo infatti detto che ? un elemento base della fotosintesi): la sua carenza ?, per questo, segnalata da un generale ingiallimento delle foglie vecchie e, in seguito, della pianta tutta nonch? da una crescita rallentata.

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    Foto di Labroresin.

    La pianta reperisce Azoto dal Nitrato che ? il prodotto finale del ciclo dell' Azoto, quindi, in una vasca in cui flora e fauna sono equilibrate, ? abbastanza infrequente aver bisogno di integrarlo a parte.
    Sappiamo gi? che altissimi livelli di Azoto in acquario sono tossici per i nostri pesci: aggiungiamo che contentrazioni molto alte (non stiamo parlando dei nostri 50 mg/l) possono inibire l'assorbimento di Potassio. Ad ogni modo, l'eccesso di Azoto raramente d? problemi e questi sono legati per lo pi? alla discrepanza di assorbimento degli altri elementi. Per approfondire questo punto, rimandiamo a questo breve accenno alla Legge del minimo di Leibig.

    Potassio: ? un elemento mobile e quindi la sua carenza si mostra prima nelle foglie vecchie. E' deputato, tra le altre cose, all'assorbimento di altri macronutrienti come il Fosforo. La sua carenza si mostra con una clorosi a chiazze e punti necrotici in corrispondenza dei quali possono presentarsi piccoli buchi. Le foglie giovani si mostrano pi? piccole del normale e si dispiegano pi? difficilmente e la crescita generale rallenta. Le foglie possono anche piegarsi verso il basso.

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    Hygrophyla polys p e r m a. Foto di Lilium.

    La carenza di Potassio ? comunissima in acquario, soprattutto perch? piante molto diffuse nelle nostre vasche come quelle del genere Hygrophyla, sono vere consumatrici di Potassio. Attenzione anche a non sovraddosare per evitare problemi di assorbimento di altri elementi come Ferro, Magnesio e Calcio.

    Calcio: questa carenza ? molto rara in acquario poich? raramente il Gh ? cos? basso da mandare le piante in carenza di Calcio. L'elemento ha una mobilit? praticamente nulla quindi la carenza si vede sulle foglie giovani: lo scolorimento e la deformazione degli apici ? la prima avvisaglia. Gravissima carenza di questo elemento ? lo sbiancamento delle foglie e il rallentamento o lo stop della crescita.

    Magnesio: elemento mobile responsabile anche del corretto assorbimento di altri macroelementi. Come la carenza di Calcio, in acque non tenerissime ? difficile osservare la mancanza di questo elemento. Sintomi comuni sono la clorosi intervenale sulle foglie vecchie, ovvero l'ingiallimento della foglia ad eccezione delle nervature. Anche i nuovi germogli risentono della mancanza di questo elemento, conducendo uno sviluppo scorretto.

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    Foto di C4l182.

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    Anubias barteri. Foto di Ram.

    Fosforo: altro elemento che mostra la sua mancanza nelle foglie vecchie. I sintomi sono simili alla carenza di Azoto e come per questo, la carenza ? difficile in acquari dove Flora e Fauna risultano equilibrate. Quando manca il Fosforo, la crescita delle piante risulta rallentata e si possono osservare perdita delle foglie e inscurimento. Alcune specie possono mostrare chiazze rosso violacee.

    Zolfo: la carenza di questo elemento provoca un generale ingiallimento della pianta a partire dagli apici e problemi a questi che si sviluppano come accartocciati.

    Ferro: anche in questo caso abbiamo un elemento deputato alla produzione di Clorofilla e quindi la mancaza di Ferro provoca una clorosi generale a partire da chiazze circoscritte sulle foglie giovani. Una severa mancanza di Ferro provoca anche necrosi, foglie deboli e in molti casi steli anneriti.

    Cloro: rarissima in acquario.

    Manganese: facilmente confondibile con la deficienza di Magnesio, include anche l'ingiallimento delle foglie giovani.

    Boro: come per il Calcio, la mancanza di questo elemento si manifesta con lo scolorimento delle punte, loro bruciatura, l'arresto dello sviluppo di nuove foglie e poi la clorosi generale.

    Zinco: la sua mancanza si manifesta con clorosi intervenale e necrosi e talvolta con l'arricciamento di nuove foglie.

    Molibdeno: la sua mancanza si manifesta con clorosi e necrosi ai margini delle foglie. Le nuove foglie nascono arricciate e/o piegate all'insu.

    Rame: la sua mancanza si manifesta con la clorosi delle foglie vecchie e la deformazione degli apici, in termini di appassimento della foglia, fino alla necrosi. Come per il Potassio, si possono osservare foglie piegate verso il basso.

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    Hygrophyla salicifolia. Foto di Lilium.

    Cobalto: utile per l'assorbimento dell'Azoto, la sua mancanza si manifesta con la clorosi di foglie giovani.

    Vorremmo ricordare a tutti che anche ogni eccesso ? dannoso e quindi non ha alcun senso riempire la vasca di fertilizzante nella speranza di risolvere carenze: ogni eccesso di un elemento pu? creare difficolt? nell'assorbimento di altri elementi, quindi siate oculati e nel dubbio, tenetevi sempre sulla dose pi? bassa.

    Comprendiamo che questo brevissimo capitolo sulle carenze non possa costituire realmente un valido aiuto per il riconoscimento delle carenze in acquario: la nostra speranza per? ? soprattutto quella di fornirvi uno strumento di primo orientamento e un punto di partenza per l'approfondimento personale, in relazione alla situazione specifica della vostra vasca.
     
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