Luce.

Discussione in 'Acquaripedia' iniziata da Lilium, 21 Aprile 2015.

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  1. Lilium

    Lilium Moderator

    La luce

    La luce? "Ma non sono matto, ? ovvio che la luce c'?!" Gi?, ma ? adatta? Ci siamo preoccupati di verificare la temperatura di colore e la potenza dei neon? Insomma, sappiamo che luce gradisce la nostra pianta? Adesso non converr? dilungarsi sulla qualit? della luce. Se interessati, vi rimandiamo a questo approfondimento.
     
  2. Lilium

    Lilium Moderator

    La fotosintesi

    Una pianta necessita di energia per compiere tutti i processi che la portano a crescere. Qquesta energia viene prodotta nei processi di fotosintesi, glicolisi e respirazione.

    Banalmente: la fotosintesi ? il processo tramite il quale partendo da acqua ed Anidride carbonica, in presenza di luce si ottiene Glucosio + Ossigeno. Questo processo avviene nelle foglie dove due fotosistemi (p680 e p700) vengono investiti ed eccitati da precise lunghezze d'onda della luce, facendo s? che l'energia luminosa venga trasportata tramite un complesso sistema proteico fino ad ottenere ed "immagazzinare" il Glucosio. Nella glicolisi e nella respirazione avvengono processi secondo i quali il glucosio viene scisso al fine di recuperare energia necessaria per la costruzione di nuovi tessuti (foglie, fusti, radici, fiori, frutti) utilizzando come "mattoni" il Carbonio proveniente dalla CO2 assorbita.

    La fisiologia di una pianta, quindi i processi che la regolano, ? influenzata da una moltitudine di fattori: temperatura, luce, CO2, ambiente circostante (l'acqua, nel nostro caso), nutrizione minerale. In questa parte approfondiremo l'elemento luce.

    La luce regola tutti i processi di accrescimento, sia con la durata (fotoperiodo) sia con l'intensit? che interessa pi? specificatamente il processo di sintesi clorofilliana.

    A titolo di interesse: per le specie lucivaghe il processo comincia a 2000 Lux*, assume un valore medio a 10.000 Lux ed un valore massimo a 30.000 Lux (light saturation). Piante ombrivaghe, invece, presentano un inizio del processo fotosintetico gi? a 500 Lux, con valori medi intorno a 3800 Lux e massimo a 10.000 Lux (light saturation).
    *Lux: la luce emessa da una sorgente in rapporto alla superficie da illuminare

    Quindi, l?intensit? della luce influenza la fotosintesi.

    Maggiore ? l?intensit? luminosa, maggiore sar? l?attivit? fotosintetica. Tuttavia oltre un certo valore, ulteriori aumenti dell?intensit? della luce non permettono di aumentare l?attivit? fotosintetica.

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    Va da s? che ? importante conoscere quali sono le esigenze luminose delle diverse piante che intendiamo coltivare, e spesso si osservano vasche con impianti di illuminazione estremamente spinti, ma piante che non necessitano di tanto irraggiamento luminoso.

    La luce nella fotosintesi

    La Clorofilla non assorbe tutte le lunghezza d'onda della luce alla stessa maniera. La Clorofilla a, il pigmento pi? importante per l'assorbimento della luce nelle piante, non assorbe la luce nella parte verde dello spettro: questa infatti viene riflessa. Questo ? il motivo per cui le foglie sono generalmente verdi.

    Nel grafico sottostante si pu? notare come l'assorbimento della luce da parte della Clorofilla a ? al suo massimo in due punti (430nm, luce blu e 662nm, luce rossa). Allo stesso modo vediamo come la fotosintesi (rate of photosynthesis) ? massima pressoch? in corrispondenza del massimo assorbimento della Clorofilla.

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    Le piante comunque non dipendono solo dalla Clorofilla a ma hanno anche altri pigmenti accessori che assorbono luce di differente lunghezza d'onda.

    Sono definiti pigmenti accessori la Clorofilla b che ? molto simile alla Clorofilla a, sia nella struttura che nel colore verde e, come la Clorofilla a, ha il picco di assorbimento della luce nel blu e nel rosso, rispettivamente a 453 e 642nm di lunghezza d'onda. E' presente in tutte le piante, nelle alghe verdi e in alcuni batteri anche se in misura minore (circa la met?) rispetto alla a.

    I Carotenoidi assorbono principalmente la luce tra 460 e 550 nm e sono sia gialli, che rossi o arancioni.

    Altri pigmenti: ci sono molti altri pigmenti coinvolti nel meccanismo di assorbimento della luce nelle piante, tra i quali le Xantofille (un pigmento rosso) che assorbono luce rossa, Ficoeritrine (pigmento rosso) e Fitocianine (pigmento blu). Questi svolgono un ruolo importante nella fotosintesi, aumentando la possibilit? di assorbire luce a pi? lunghezze d'onda. Riescono cos? ad assorbire l'energia luminosa che, se la pianta usasse solo la Clorofilla a, non potrebbe essere utilizzata.

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    Quanto precede spiega come un corretto spettro luminoso sia ben pi? importante del solo irraggiamento a cui sottoponiamo le nostre piante, e soprattutto come nelle pi? recenti plafoniere LED, dove ciascun diodo LED ? capace di emettere un ristrettissimo e preciso range di lunghezze d'onda, sia necessario combinare con cognizione di causa varie colorazioni al fine di ottenere uno spettro luminoso quanto pi? completo possibile.

    Lo spettro

    Circoscrivendo la nostra argomentazione agli acquari di acqua dolce, quanto esposto dovrebbe aiutarci ad orientarci di fronte agli scaffali ricolmi di neon diversi tra loro per temperatura di colore.
    Molto spesso scegliamo la luce per ragioni estetiche: sui Forum si parla di luci bianche o luci gialle senza ulteriori specificazioni, sicuramente senza che, in sede di scelta, si siano fatte le dovute considerazioni.

    La temperatura di colore ottimale per un acquario dolce dovrebbe essere dai 4.000 k ai 6.500 k, ovvero le temperature che simulano la luce del giorno dal cielo sereno al cielo nuvoloso. Esistono molte altre gradazioni disponibili che tuttavia vi sconsigliamo caldamente di utilizzare come lampada unica e a meno di allestimenti specifici.

    Resta inteso che il discorso non vale per allestimenti particolare, p.e. una vasca per Ciclidi africani pu? essere illuminata con una lampada a 9.000 k.

    Ci? che ci teniamo assolutamente a far notare ? che la raccomandazione di utilizzare lampade non pi? fredde di 4.000 k e non pi? calde di 6.500 k non ? legata direttamente al fine di evitare eventuali fioriture algali, bens? a garantire il massimo benessere delle nostre piante. Ricordate infatti che, per quanti metodi antialghe, preventivi o post infestazione, possiate trovare in rete, l'unica vera prevenzione e l'unica vera opposizione si pu? fare mettendo in competizione delle alghe delle piante sane.

    Se osservaste gli spettri di lampade da 4.000 k a 6.500 k, notereste che le tre emissioni principali sono esattamente nelle lunghezze d'onda pi? sfruttate dalle piante (blu e rossa). Citandoci:

    In conclusione, la scelta oculata della temperatura di colore ? un gesto direttamente a favore di una vegetazione rigogliosa.

    Puntualizziamo che utilizzare temperature di colore pi? alte non equivale a condannare la propria vasca al regno delle alghe e pur tuttavia, portiamo alla vostra attenzione un caso a m? di esempio.

    Le temutissime BBA, rispetto alle piante, sono avvantaggiate da un pigmento che abbiamo gi? citato, la Ficoeritrina, che assorbe il colore giallo dello spettro. Ebbene, le lampade da 4.000 k a 6.500 k non emettono in questo punto, mentre le lampade attorno ai 9.000 k hanno, proprio in quella fascia, un'altissima emissione. Siete ancora convinti che la bellezza delle luci pi? bianche per l'occhio vada presa in considerazione?

    Per approfondire ulteriormente, consigliamo le pagine di acquariofiliafacile.it.
     
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